Cuba non ha ritirato il progetto sulle violazioni nella base di Guantánamo

Il testo presentato a Ginevra è stato solo posposto. Così si è evitato che gli Stati Uniti bloccassero la discussione del tema con una manovra procedurale. È stato messo a nudo il trattamento selettivo. L’ipocrisia dell’Unione Europea.

Di Mireya Castañeda

Felipe Pérez Roque, ministro degli Esteri, ha assicurato all’Avana che Cuba presenterà il problema dei detenuti nel campo di concentramento che gli Stati Uniti hanno creato nella Base di Guantanamo, in un qualsiasi altro Foro che riterrà appropriato.

Il Ministro ha sottolineato che la votazione del progetto di risoluzione “La Questione delle detenzioni arbitrarie nell’area della Base Navale di Guantanamo”, presentato presso la Commissione dei Diritti Umani della ONU, è stata solo rimandato per evitare che gli USA bloccassero la discussione del tema in quella sede.

Nella conferenza stampa, Pérez Roque ha informato sulla decisione cubana.

“Abbiamo capito che gli Stati Uniti erano riusciti – con pressioni, ricatti e con la complicità dell’Unione Europea (UE) e di altri paesi occidentali e latino americani – ad organizzare una mozione di non-azione”. “La manovra nordamericana è stata così spiazzata”, ha affermato il Ministro cubano.

“Cuba ritiene – ha continuato Pérez Roque – che questo sia stato un giorno importante, con la conclusione di una prima fase in cui i paesi del Terzo Mondo hanno dato battaglia per i diritti di più di 600 detenuti a Guantanamo. È un passo avanti nello smascheramento di ciò che accade nella Base Navale”.

“È anche un battaglia a favore della verità, contro la simulazione; una battaglia per il raggiungimento nella CDU di modelli non discriminatori, non selettivi, non politicizzati verso il Terzo Mondo”, ha spiegato il Ministro degli Esteri cubano. “I trattamenti ingiusti nei confronti dei piccoli paesi che provocano il discredito e la mancanza di credibilità della CDU, sono rimasti in bianco”, ha affermato il Ministro cubano.

Cos’è successo di fronte alla discussione del progetto?

Pérez Roque ha dato alla stampa internazionale e ai corrispondenti stranieri una informazione dettagliata su quanto successo a Ginevra alcune ore prima che il progetto fosse discusso.

“Il 21 aprile – ha detto il Ministro – i paesi dell’UE hanno fatto pervenire a Cuba un messaggio in cui dicevano che per loro era un argomento importante quello che Cuba aveva avuto il coraggio di mettere pubblicamente in luce; che il progetto era indiscutibile, impeccabile, ma che, dopo le consultazioni a un livello più alto, la decisione era stata quella di appoggiare in blocco la mozione della non-azione che gli Stati Uniti avrebbero presentato, e che avrebbero votato contro nel caso in cui il progetto fosse riuscito ad arrivare alla votazione.”

Il Ministro cubano ha ripetuto testualmente le parole dell’ambasciatore dell’UE che aveva trasmesso la decisione in questione: “Sì, è una vergogna, è una prova dell’ipocrisia della nostra politica, ma questo è il mondo in cui viviamo. Il mondo oggi guarda con orrore quello che succede a Guantanamo, ma l’UE non può votare a favore della risoluzione”. Secondo l’ambasciatore dell’UE, Cuba doveva pensarci bene, perché se gli Stati Uniti avranno la meglio, potranno legittimare i loro crimini e i loro orrori.

“Tutto questo – ha sottolineato Pérez Roque – lo abbiamo saputo solo in privato. Ci hanno anche comunicato che sarebbe stato un paese dell’UE a presentare la mozione di non-azione a nome dei paesi occidentali (l’U.E, Australia, Nuova Zelanda ed altri).

Sulle mozioni di non-azione, il Ministro cubano ha parlato delle dichiarazioni degli ambasciatori occidentali nella CDU. Per esempio, l’ambasciatrice dell’Irlanda, presidente in carica dell’UE, le ha definite “manovre per impedire che un tema venga discusso e vanno contro la trasparenza e quindi la U.E. per una questione di principio vota sempre contro queste mozioni, perché nessun paese può stare al di sopra della CDU.”

Lo stesso ambasciatore degli Stati Uniti a Ginevra, Richard Williamson, aveva detto che le mozioni di non-azione si utilizzano per coprire le violazioni dei diritti umani, ha ricordato Pérez Roque.

Oggi nella CDU, è stata messa a nudo l’ipocrisia e la doppia morale di un gruppo di paesi, ha sottolineato il Ministro cubano.

Successivamente egli ha fatto una carrellata sulle posizioni di alcuni paesi latino americani a proposito del progetto di risoluzione: Honduras, Perù, Costa Rica, Cile, Messico, Santo Domingo, Guatemala, i quali si sarebbero vergognosamente sommati alla manovra procedurale, dopo aver parlato di “coerenza”, considerandosi i paladini dei diritti umani quando si tratta di giudicare Cuba.

Il Ministro Pérez Roque ha denunciato che: “Nella CDU è impossibile pronunciarsi sulle violazioni gravi se queste si compiono nei paesi sviluppati e in particolare negli Stati Uniti”, ed ha aggiunto che la U.E. impedendo che la CDU si pronunciasse sul tema, è diventata complice di quello che succede a Guantanamo.

La verità è stata detta, a prescindere dall’essere riusciti o meno a portare alla votazione la risoluzione. Il tema è aperto e mantiene la sua validità, ha concluso il ministro degli Esteri cubano. “Gli Stati Uniti hanno ricevuto una lezione morale da un piccolo paese che non riusciranno mai a piegare”.