Resoconto di Cuba

Resoconto di Cuba ai sensi della risoluzione 74/7 dell'Assemblea Generale delle Nazioni Unite, intitolato "Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d'America contro Cuba".

Introduzione

La presente relazione copre il periodo compreso tra aprile 2019 e marzo 2020, caratterizzato da una grave regressione nelle relazioni bilaterali Cuba-Stati Uniti (USA) e da un progressivo inasprimento del blocco economico, commerciale e finanziario.

In questo periodo, i numerosi regolamenti e disposizioni emanati dal governo degli Stati Uniti contro Cuba hanno raggiunto livelli di ostilità senza precedenti. La possibilità di intentare azioni legali ai sensi del Titolo III della legge Helms-Burton; la crescente persecuzione delle transazioni finanziarie e commerciali a Cuba; il divieto dei voli provenienti dagli Stati Uniti verso tutte le province cubane, ad eccezione di L’Avana; la persecuzione e l’intimidazione delle compagnie che inviano rifornimenti di carburante a Cuba e la campagna diffamatoria contro i programmi cubani di cooperazione medica, costituiscono alcuni degli esempi più distintivi.

Durante questo periodo e in contravvenzione di quanto disposto dalla risoluzione 74/7 dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e di tante altre che l’hanno preceduta, il governo degli Stati Uniti ha imposto circa novanta azioni e misure economiche coercitive contro Cuba, mirando ad intervenire negli affari interni del paese e violando apertamente le libertà di navigazione e di commercio internazionali. Di quel totale, circa la metà sono state azioni concrete di blocco, tra cui multe e altri tipi di sanzioni contro entità statunitensi o di paesi terzi, inserimento di società cubane in elenchi unilaterali, estensione delle leggi e proclami sul blocco, annunci relativi all’applicazione dei Titoli III e IV della legge Helms-Burton e modifiche normative. Un altro gruppo di misure ha evidenziato l’applicazione extraterritoriale del blocco o rientrano tra le competenze decisionali del Dipartimento di Stato contro il nostro paese.

I cinque pacchetti di misure adottati nel 2019 al fine di monitorare e imporre misure di punizione nei confronti di società, navi e compagnie di navigazione che trasportano carburanti a Cuba sono particolarmente allarmanti. In questo senso, sono state imposte sanzioni illegittime nei confronti di ventisette compagnie, cinquantaquattro navi e tre persone legate a questo settore, di cui nessuna statunitense né soggetta alla giurisdizione di quel paese. Queste azioni aggressive da parte del governo degli Stati Uniti costituiscono un’escalation nell’applicazione e l’inasprimento delle misure non convenzionali in tempo di pace. Questa è una nuova violazione aperta e brutale delle regole e dei principi su cui si basa il sistema di relazioni internazionali, comprese le regole del commercio internazionale. Il governo degli Stati Uniti si è dedicato alla minaccia e al ricatto delle compagnie che forniscono carburanti a Cuba e di quelle che si occupano del loro trasporto internazionale, senza averne alcuna autorità legale o morale.

Tutte queste misure hanno un forte impatto sulle attività economiche di Cuba, in particolare su quelle relative alle operazioni del commercio internazionale e degli investimenti esteri. Questa situazione ha costretto Cuba ad adottare misure congiunturali di emergenza, possibili solo in un paese organizzato, con una popolazione unita e solidale, pronta a difendersi dalle aggressioni straniere e a preservare il livello raggiunto di giustizia sociale. Le azioni intraprese hanno lo scopo di rilanciare l’economia cubana e mitigare gli effetti del blocco. Tra queste si trovano più di venti disposizioni volte a rafforzare l’impresa statale socialista.

Nessun cittadino o settore dell’economia cubana sfugge agli effetti causati ​​dal blocco, il che ostacola lo sviluppo che ogni paese ha il diritto di costruire in modo sovrano. Ecco perché questa politica unilaterale costituisce il principale ostacolo all’attuazione del Piano Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale a Cuba fino al 2030 (PNDES), nonché al raggiungimento dell’Agenda 2030 e dei suoi Obiettivi di sviluppo sostenibile (OSS).

Anche per i cubani residenti all’estero i regolamenti stabiliti dal blocco costituiscono ostacoli quotidiani. A loro è impedito di aprire conti bancari, utilizzare determinate carte di credito o eseguire normali transazioni, solo per il fatto di avere la nazionalità cubana.

Come parte della nuova escalation di aggressioni, il governo degli Stati Uniti ha anche esercitato forti pressioni su un gruppo di paesi, in particolare in America Latina e nei Caraibi, con l’obiettivo di smantellare il sostegno al progetto di risoluzione contro il blocco presentato da Cuba all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il 6 e 7 novembre 2019. Nonostante le manovre e i ricatti, il risultato delle votazioni ha dimostrato ancora una volta il sostegno schiacciante della comunità internazionale alla causa cubana.

Il blocco costituisce una violazione massiccia, flagrante e sistematica dei diritti umani di tutti i cubani. Tenendo conto dello scopo dichiarato che ha e dell’impalcatura politica, legale e amministrativa nella quale si sostentano queste sanzioni, il blocco rappresenta un atto di genocidio ai sensi della Convenzione sulla prevenzione e repressione del crimine di genocidio del 1948.

Da aprile 2019 a marzo 2020, il blocco ha causato perdite a Cuba pari a dollari 5.570.300.000. Ciò rappresenta un aumento di circa 1.226.000.000 dollari rispetto al periodo precedente. Per la prima volta, l’ammontare totale dei danni causati da questa politica in un anno supera la barriera dei cinque miliardi di dollari, il che dimostra fino a che punto il blocco si sia intensificato in questa fase. I danni calcolati non includono le azioni del governo degli Stati Uniti nel contesto della pandemia di COVID-19 poiché il periodo in esame si ferma a marzo 2020.

A prezzi correnti, i danni accumulati durante quasi sei decenni di applicazione di questa politica ammontano a 144.413.400.000 dollari. Dato il deprezzamento del dollaro rispetto al valore dell’oro nel mercato internazionale, il blocco ha cagionato danni misurabili di oltre 1.098.008.000.000 dollari. Questo valore rappresenta una crescita del 19% rispetto al periodo precedente, a seguito di un incremento del prezzo dell’oro di 18,3%.

In questo contesto, il flagello di una pandemia globale come il COVID-19 ha posto notevoli sfide a Cuba, e gli sforzi del paese per combatterla sono stati significativamente limitati dai regolamenti del blocco statunitense. La natura genocida di questa politica è stata rafforzata nel confronto con il nuovo coronavirus, poiché il governo degli Stati Uniti l’ha utilizzata, in particolare la sua componente extraterritoriale, per privare deliberatamente il popolo cubano di ventilatori polmonari meccanici, mascherine, kit diagnostici, occhiali protettivi, tute, guanti, reagenti e altre forniture necessarie per combattere questa malattia. La disponibilità di queste risorse può fare la differenza tra la vita e la morte per i pazienti portatori del virus, nonché per il personale sanitario che se ne prende cura.

Ciò non è bastato al governo degli Stati Uniti che ha deciso di lanciarsi in una crociata per cercare di screditare e ostacolare la cooperazione medica internazionale  offerta da Cuba, diffondendo calunnie e spingendosi all’estremo di chiedere ad altri paesi di astenersi da richiederla, tutto questo nel bel mezzo dell’emergenza sanitaria creata dal COVID-19 nel mondo.

Nonostante le sue azioni, il governo degli Stati Uniti non è stato in grado di evitare che fino al 1° luglio 2020 oltre 3000 collaboratori cubani, organizzati in 38 brigate mediche, abbiano contribuito alla lotta contro questa pandemia in 28 paesi e 3 territori non autonomi; per non parlare degli sforzi dagli oltre 28 mila professionisti della salute cubani che già prima del COVID-19 offrivano i loro servizi in 59 nazioni.

A queste azioni si aggiunge anche l’attacco terroristico perpetrato il 30 aprile 2020 contro l’ambasciata cubana negli Stati Uniti. Il silenzio complice del governo degli Stati Uniti e la sua incapacità di denunciare o di pronunciarsi pubblicamente su questo atto terroristico, dimostrano il loro impegno nell’istigare la violenza e i messaggi di odio contro Cuba e i suoi cittadini, condotta che incoraggia l’esecuzione di atti di questa natura. La passività politica del governo degli Stati Uniti di fronte ad un attacco con fucile d'assalto contro una sede diplomatica nella propria capitale mette in discussione l’adempimento dei suoi obblighi ai sensi della Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche, del 18 aprile 1961.

Il 12 maggio 2020, il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti d’America ha notificato al Congresso la sua decisione di elencare un gruppo di paesi, tra cui Cuba, tra i paesi che, ai sensi della Sezione 40A (a) dell’Atto sul controllo delle esportazioni di armi, “non cooperano pienamente” con gli sforzi anti-terrorismo degli Stati Uniti, intrapresi durante il 2019. Con questa azione, il governo statunitense tenta di nascondere la sua storia di terrorismo di stato contro Cuba, strumento permanente della sua politica aggressiva nei confronti dell’Isola.

Nell’attuale congiuntura, in cui l’umanità sta affrontando una crisi economica e sociale accentuata dalla pandemia di COVID-19, le cui dimensioni nessuno è in grado di prevedere con certezza, è più giusto che mai che la comunità internazionale richieda la fine del blocco imposto dal governo degli Stati Uniti contro Cuba, blocco che costituisce il più complesso e prolungato sistema di misure coercitive unilaterali mai imposte contro qualsiasi paese.

1. Continuità ed inasprimento della politica di blocco  

1.1 Validità delle leggi del blocco.

Le successive misure applicate contro Cuba e le ripetute modifiche ai Cuban Assets Control Regulations (CACR, Regolamenti per il controllo dei beni cubani) messe in atto dal governo degli Stati Uniti nel periodo coperto dalla presente relazione, confermano la validità delle leggi e dei regolamenti che supportano la politica di blocco. Le agenzie statali e governative statunitensi, compresi i dipartimenti del Tesoro e del Commercio di quel paese, applicano rigorosamente le leggi del Congresso e le disposizioni amministrative che stabiliscono la politica di blocco. Gli atti principali sono elencati di seguito:

  • Trading with the Enemy Act, 1917 (TWEA, Legge di Commercio con il Nemico): la sua sezione 5 (b) delega al capo dell’Esecutivo la possibilità di applicare sanzioni economiche in tempo di guerra o in qualsiasi altro periodo di emergenza nazionale e vieta il commercio con il nemico o con gli alleati del nemico durante i conflitti bellici. Nel 1977, con l’approvazione dell’International Emergency Economic Powers Act (Legge sui Poteri Economici di Emergenza Internazionale), si restringono le facoltà del presidente di imporre nuove sanzioni, adducendo situazioni di emergenza nazionale. Tuttavia, la TWEA continuò ad applicarsi nel caso di Cuba, e da allora i presidenti statunitensi succedutisi hanno prorogato la sua applicazione. Ai sensi della sopraccitata legislazione, la più antica del suo genere, i CACR sono stati adottati nel 1963. Cuba è l’unico paese per cui la TWEA rimane in vigore. In virtù di questa legge il presidente Trump ha rinnovato le sanzioni contro Cuba negli anni 2017, 2018 e 2019.

 

  • Foreign Assistance Act, 1961 (Legge sull’assistenza estera): autorizza il presidente degli Stati Uniti a stabilire e mantenere un “embargo” totale sul commercio con Cuba e proibisce la concessione di qualsiasi aiuto al governo cubano. Stabilisce inoltre che i fondi del governo statunitense destinati agli aiuti internazionali e consegnati agli organismi internazionali non potranno essere utilizzati per programmi relativi a Cuba; vieta la concessione di qualsiasi assistenza o beneficio a Cuba ai sensi di questa o di qualsiasi altra legge fino a quando il Presidente ritenga che il Paese abbia intrapreso azioni volte a restituire ai cittadini e alle società statunitensi non meno del 50% del valore degli immobili nazionalizzati dal governo cubano dopo il trionfo della rivoluzione oppure una giusta compensazione.

 

  • Proclama presidenziale 3447: emessa il 3 febbraio 1962 dal presidente John F. Kennedy, decreta il totale “embargo” sul commercio tra gli Stati Uniti e Cuba, ai sensi della sezione 620 (a) della Legge sull’assistenza estera.

 

  • Regolamenti per il controllo dei beni cubani del Dipartimento del Tesoro, 1963: prevede il congelamento di tutti beni cubani negli Stati Uniti; il divieto di tutte le transazioni finanziarie e commerciali, tranne quelle approvate tramite autorizzazione; il divieto delle esportazioni cubane negli Stati Uniti; il divieto, a qualsiasi persona fisica o giuridica degli Stati Uniti o di paesi terzi, di effettuare transazioni in dollari statunitensi con Cuba; e così via.

 

  • Export Administration Act, 1979 (Legge per l’Amministrazione delle Esportazioni): Sezione 2401 (b) (1) “Controllo della Sicurezza Nazionale”, “Politica nei confronti di determinati Stati”, stabilisce una Lista di controllo commerciale, nella quale il presidente degli Stati Uniti mantiene alcuni paesi che possono essere sottoposti a speciali controlli sulle esportazioni per motivi di sicurezza nazionale. Cuba ne fa parte.

 

  • Export Administration Regulations, 1979 (Regolazioni per l’Amministrazione delle esportazioni): prevede le basi dei controlli generali per articoli e merci di esportazione, in conformità con le sanzioni imposte dal governo degli Stati Uniti. Fissa una politica generale di rifiuto delle licenze per le esportazioni e le riesportazioni a Cuba.

 

  • Cuban Democracy Act of 1992 (Legge sulla Democrazia cubana) o legge Torricelli: vieta alle filiali di società statunitensi in paesi terzi di scambiare beni con Cuba o con cittadini cubani. Vieta alle navi di paesi terzi che abbiano approdati a porti cubani di entrare in territorio statunitense entro i 180 giorni successivi alla data di approdo, ad eccezione di quelle autorizzate dal Segretario del Tesoro.

 

  • Cuban Liberty and Democratic Solidarity (Libertad) Act of 1996 (Legge per la libertà e la solidarietà democratica cubane) o legge Helms-Burton: codifica le disposizioni del blocco ed espande la sua portata extraterritoriale, imponendo sanzioni ai gestori di società straniere che effettuano transazioni con proprietà statunitensi nazionalizzate a Cuba e offrendo la capacità di intentare azioni legali nei tribunali degli Stati Uniti. Questa legge ha anche limitato le prerogative del Presidente di sospendere il blocco. Per la prima volta nella storia, il 2 maggio 2019 il governo degli Stati Uniti ha annunciato che avrebbe consentito la presentazione di azioni legali nei tribunali degli Stati Uniti ai sensi di questa legislazione.

 

  • Sezione 211 della legge sugli stanziamenti supplementari e di emergenza per l'esercizio 1999: vieta il riconoscimento da parte dei tribunali statunitensi dei diritti delle aziende cubane sui marchi associati a proprietà nazionalizzate.

 

  • Trade Sanction Reform and Export Enhancement Act, 2000 (Legge di Riforma delle sanzioni commerciali e dell’ampliamento delle esportazioni): autorizza l’esportazione di prodotti agricoli a Cuba, solo nel caso di pagamento in contanti, in anticipo e senza finanziamenti statunitensi. Proibisce i viaggi a scopo turistico degli statunitensi a Cuba visto che definisce "attività turistica" qualsiasi attività relativa al viaggio verso, da o all'interno di Cuba che non sia stata espressamente autorizzata nella sezione 515.560 del titolo 31 del Codice dei regolamenti federali. Limita i viaggi possibili alle 12 categorie autorizzate al momento dell’adozione di questa legislazione.

1.2 Principali azioni del blocco intraprese tra aprile 2019 e marzo 2020.

Tra aprile 2019 e marzo 2020, i dipartimenti del Tesoro e del Commercio degli Stati Uniti, in linea con la politica di ostilità proclamata dal governo di Donald Trump, hanno introdotto cambiamenti normativi in virtù delle leggi del blocco contro Cuba. Agli effetti derivati ​​da queste modifiche, principalmente nel settore dei viaggi e della finanza, sono stati aggiunti i meccanismi di persecuzione delle operazioni cubane in paesi terzi, il che comporta un elevato effetto dissuasivo e intimidatorio per le controparti straniere, con i conseguenti danni per l’economia cubana.

Nel periodo coperto dalla presente relazione, l’OFAC (Office of Foreign Assets Control - Ufficio di controllo sui beni esteri) ha imposto 12 sanzioni a entità statunitensi e di paesi terzi per violazione delle proprie regolazioni. L’importo di tali sanzioni ha superato 2.403.985.125 dollari.

Di seguito sono mostrate le principali azioni di blocco registrate nel periodo analizzato:

Il 5 aprile 2019, l’OFAC del Dipartimento del Tesoro ha incluso nella sua Lista dei cittadini appositamente designati e delle persone bloccate (SDN, dalle sigle in inglese) 34 navi di proprietà della compagnia petrolifera venezuelana PDVSA, nonché altre due società straniere, per l’invio di petrolio greggio a Cuba.

Il 9 aprile 2019, l’OFAC ha imposto una sanzione a Standard Chartered Bank, un’entità del settore bancario e finanziario con sede nel Regno Unito. Questa banca ha dovuto pagare 639.023.750 dollari per apparenti violazioni dei CACR (Cuban Assets Control Regulations - Regolamenti per il Controllo degli attivi cubani) e di altri programmi di sanzioni.

L’11 aprile 2019, l’OFAC ha imposto sanzioni alle compagnie petrolifere con sede in Gran Bretagna, 2H OFFSHORE e ACTEON GROUP Ltd., per violazioni dei CACR. L’importo da pagare per entrambe le entità era rispettivamente di 227.500 e 213.866 dollari.

 Il 12 aprile 2019, l’OFAC ha penalizzato 4 compagnie e 9 navi operanti nel settore petrolifero venezuelano, alcune delle quali avrebbero trasportato petrolio a Cuba.

 

Il 15 aprile 2019, l’OFAC ha inflitto sanzioni alle società del settore bancario finanziario UniCredit Bank AG (Germania), UniCredit Bank Austria (Austria) e UniCredit Bank S.p.A. (Italia), per un importo di 1,3 miliardi di dollari. Queste istituzioni avrebbero effettuato bonifici bancari in violazione dei CACR.  

 

Il 17 aprile 2019, il segretario di Stato degli Stati Uniti Mike Pompeo ha annunciato la piena attivazione del titolo III della legge Helms-Burton a partire dal 2 maggio 2019. Tale decisione ha aperto la possibilità di agire nei tribunali statunitensi e di presentare cause, ai sensi della suddetta legge, contro gli investitori stranieri e coloro che intrattengono relazioni commerciali con Cuba.

 

Il 24 aprile 2019, il Dipartimento di Stato ha aggiornato la Lista delle entità cubane soggette a restrizioni e ha incluso cinque nuove entità, per un totale di 216. La lista è stata aggiornata a luglio (con l’aggiunta di due nuove entità, per un totale di 218) e il 15 novembre 2019 (con l’aggiunta di cinque nuove entità, per arrivarne ad un totale di 223). 

 

Il 4 giugno 2019, l’OFAC e il BIS (Bureau of Industry and Security – Ufficio dell’industria e della sicurezza) del Dipartimento del Commercio hanno annunciato cambiamenti normativi nella politica nei confronti di Cuba, rivolti principalmente al settore dei viaggi. Le misure includevano l’eliminazione dei viaggi educativi tra i due popoli a titolo individuale e l’applicazione di una politica di rifiuto dei permessi per viaggi di trasporto di passeggeri (crociere), imbarcazioni da diporto e aerei privati. È stato inoltre previsto che i viaggiatori statunitensi che arrivino a Cuba, in una delle 12 categorie autorizzate, non possano effettuare transazioni finanziarie dirette con società incluse nella Lista delle entità cubane soggette a restrizioni.

 

Il 13 giugno 2019, l’OFAC ha inflitto sanzioni alle società statunitensi EXPEDIA GROUP INC., HOTELBEDS USA INC. e CUBASPHERE INC. per violazione dei CACR. Le tre sanzioni corrispondevano a transazioni relative a viaggi o servizi di viaggio a Cuba.

 

Il 3 luglio 2019, il Dipartimento del Tesoro ha incluso la società CUBAMETALES nella Lista delle entità cubane soggette a restrizioni, a causa del coinvolgimento della suddetta entità cubana nell’importazione di petrolio dal Venezuela.

 

Il 6 settembre 2019, l’OFAC ha aggiornato i CACR fissando a mille dollari per trimestre il limite per le rimesse familiari, eliminando le rimesse di donazione (non familiari) e sospendendo i trasferimenti relativi a Cuba che hanno la loro origine e destinazione al di fuori degli Stati Uniti (transazioni U-Turn).

Il 13 settembre 2019, il presidente Donald Trump ha prorogato per un altro anno la validità per Cuba della legge di commercio con il nemico.

Il 17 settembre 2019, l’OFAC ha incluso tre persone (due colombiane e un’italiana) e diciassette società (dodici con sede in Colombia, quattro a Panama e una in Italia) nella Lista dei cittadini appositamente designati e delle persone bloccate, sostenendo che erano coinvolte nel trasporto di petrolio a Cuba.

 

Il 24 settembre 2019, l’OFAC ha incluso quattro società (tre panamensi e una cipriota) e quattro navi collegate al trasporto di petrolio venezuelano a Cuba nella Lista dei cittadini appositamente designati e delle persone bloccate.

 

Il 1° ottobre 2019, l’OFAC ha imposto una sanzione di 2.718.581 dollari alla società GENERAL ELECTRIC (GE) con sede a Boston, Massachusetts, per apparenti violazioni dei CACR.

 

Il 18 ottobre 2019, il BIS del Dipartimento del Commercio ha annunciato modifiche ai Regolamenti sull’amministrazione delle esportazioni (EAR, Export Administration Regulations). Le nuove misure includevano una politica generale di rifiuto delle licenze per il noleggio di aeromobili a compagnie aeree statali cubane; l’impedimento della riesportazione a Cuba di articoli stranieri che contengono oltre il 10% di componenti statunitensi; la revisione dell’eccezione di licenza “Sostegno al popolo cubano” in modo tale che non possano essere realizzate determinate donazioni al governo cubano e al Partito comunista di Cuba; l’eliminazione dell’autorizzazione per l’esportazione di articoli promozionali che “in generale beneficiano il governo cubano”; nonché nuove restrizioni all’esportazione di beni relativi alle telecomunicazioni.

 

Il 25 ottobre 2019, il Dipartimento dei Trasporti ha annunciato la sospensione di tutti i voli delle compagnie aeree statunitensi dagli Stati Uniti a Cuba, ad eccezione di quelli diretti all’aeroporto internazionale José Martí di L’Avana. Tramite questa misura, entrata in vigore il 10 dicembre, tutti i voli statunitensi verso nove aeroporti cubani sono stati sospesi.

 

Ad ottobre 2019, i leader più importanti della catena alberghiera spagnola MELIÁ HOTELS INTERNATIONAL S.A., tra cui il direttore generale, hanno ricevuto notifiche dal Dipartimento di Stato informando loro del divieto di ingresso negli Stati Uniti, come conseguenza dell’applicazione del titolo IV della legge Helms-Burton.

 

Il 26 novembre 2019, l’OFAC ha annunciato l’inclusione della società cubana Corporación Panamericana S.A. nella Lista dei cittadini appositamente designati e delle persone bloccate.

 

Il 3 dicembre 2019, l’OFAC ha annunciato tramite dichiarazione ufficiale l’inclusione di sei navi (una battente bandiera panamense e il resto battenti bandiera venezuelana) nella Lista dei cittadini appositamente designati e delle persone bloccate per motivo del trasporto di petrolio greggio a Cuba.

 

Il 9 dicembre 2019, l’OFAC ha annunciato l’applicazione di misure coercitive contro le società ALLIANZ GLOBAL RISKS US INSURANCE COMPANY, con sede negli Stati Uniti, e CHUBB LIMITED, con sede in Svizzera, per importi rispettivi di 170.535 e 66.212 dollari. Le misure rispondevano ad apparenti violazioni dei CACR per l’esecuzione di transazioni ed altre operazioni relative all’assicurazione dei viaggi a Cuba.

 

Il 10 gennaio 2020, il Dipartimento dei Trasporti ha sospeso tutti i voli charter tra gli Stati Uniti e Cuba, ad eccezione di quelli diretti all’aeroporto internazionale José Martí di L’Avana. Inoltre, il numero di voli charter diretti verso questo aeroporto è stato limitato.

 

Il 25 febbraio 2020, il presidente Donald Trump ha emesso un avviso che estende di un anno lo stato di emergenza nazionale concernente Cuba, dichiarato dal presidente William Clinton il 1o marzo 1996.

 

Il 26 febbraio 2020 sono entrati in vigore i nuovi regolamenti della società statunitense WESTERN UNION, i quali eliminano la possibilità di inviare rimesse a Cuba da paesi terzi.

1.3 Applicazione della legge Helms-Burton. Cause intentate.

Dalla sua entrata in vigore nel 1996, la Legge per la libertà e la solidarietà democratica cubane, nota anche come legge Helms-Burton, codificò il blocco contro Cuba e rafforzò la sua portata extraterritoriale. Oltre a cercare l’imposizione di un governo a Cuba direttamente subordinato agli interessi di Washington, questa legislazione ha cercato di internazionalizzare il blocco attraverso misure coercitive contro i paesi terzi, al fine di interrompere le loro relazioni commerciali e di investimento con Cuba.

 

Il titolo III consente agli ex proprietari di immobili nazionalizzati a Cuba, compresi i cittadini cubani che nel tempo sono diventati statunitensi, la possibilità di citare in giudizio davanti a tribunali statunitensi coloro che in qualche modo hanno contatti con tali proprietà, fatto chiamato da questa legge "traffico". Questo termine include, secondo la legislazione stessa, chiunque “trasferisca, distribuisca, sparta, rivenda o alieni in altro modo una proprietà confiscata; o acquista, riceve o ottiene una proprietà confiscata o ne assume in altro modo il controllo; o realizza miglioramenti o investimenti in una proprietà confiscata; o se, dopo la data di entrata in vigore della presente legge, assume l’amministrazione, la locazione, il possesso o lo sfruttamento di una proprietà confiscata o possiede interessi in una proprietà confiscata; stipula un accordo commerciale tramite il quale utilizza o altrimenti sfrutta la proprietà confiscata; causa o dirige il traffico descritto nelle sezioni o da un'altra persona, o vi partecipa o ne trae beneficio, oppure effettua il traffico attraverso la mediazione di un’altra persona, senza l’autorizzazione del cittadino degli Stati Uniti che ha un reclamo sulla proprietà”.

 

La possibilità di citare in giudizio i presunti beneficiari del “traffico” era stata costantemente sospesa ogni sei mesi dal 1996 da tutti i presidenti degli Stati Uniti, compreso lo stesso presidente Donald Trump. Al fine di soffocare l’economia cubana e aumentare le carenze della popolazione, la legge Helms-Burton è emersa come un meccanismo delle pressioni brutali e illegali del governo degli Stati Uniti non solo contro Cuba, ma anche contro i paesi terzi, i loro governi e le loro aziende. Le pretese di questa legge sono illegittime e contrarie al Diritto internazionale.

 

Per la prima volta in 23 anni, il 2 maggio 2019, sono stati avviati procedimenti legali ai sensi della legge Helms-Burton. Fino al 31 marzo 2020 erano state presentate in totale venticinque cause legali, di cui tre ritirate e ventidue in corso. Questa politica ha danneggiato le società statunitensi e di paesi terzi che hanno intrattenuto o intrattengono rapporti commerciali con Cuba. Eccone alcuni esempi:

 

  • Il 27 agosto 2019, sono state intentate cinque nuove cause contro le compagnie di crociera. HAVANA DOCKS ha intentato causa contro la società svizzera MSC CRUISES S.A. e la sua filiale statunitense, nonché contro ROYAL CARIBBEAN CRUISES e NORWEGIAN CRUISE LINE HOLDINGS (entrambi statunitensi). Queste ultime due compagnie sono state citate in giudizio da Javier García Bengochea, il quale sostiene di essere proprietario di alcuni moli portuali a Santiago de Cuba.

 

  • Il 26 settembre 2019, la società di tecnologia e logistica AMAZON e la società FOGO CHARCOAL sono state citate in giudizio presso un tribunale di Miami da Daniel González, nipote di Manuel González Rodríguez, presunto ex proprietario di una porzione di terra cubana nazionalizzata in cui viene prodotto il carbone vegetale artigianale, che viene poi esportato nel mondo e venduto attraverso AMAZON sulla sua piattaforma digitale.

 

  • Il 30 settembre 2019, Robert Glen ha intentato una causa contro le società statunitensi TRIP ADVISOR, ORBITZ, TRIP NETWORK, CHEAPTICKETS e KAYAK, nonché contro la società olandese BOOKINGS.COM, presso il Tribunale federale del Delaware. Il querelante afferma di essere l’erede di terreni nazionalizzati a Varadero, concernenti alcuni hotel gestiti dalle società IBEROSTAR, MELIÁ, BLAU e STARFISH, che si trovano nel database delle suddette società di prenotazione online. Pochi giorni dopo, il 4 ottobre 2019, Robert Glen ha intentato un’altra causa nel tribunale distrettuale del Delaware contro le società VISA e MASTERCARD, sostenendo che facilitano i pagamenti o le transazioni con carte di credito negli hotel sopra menzionati.

 

  • Il 14 gennaio 2020, Marlene Cueto Iglesias ha intentato una causa contro la società francese PERNOD RICARD presso il tribunale del distretto meridionale della Florida. La querelante afferma di essere l’erede della società COÑAC C.I.A, nazionalizzata nel 1963. Il reclamo si basa sui presunti diritti di proprietà che l’imputato ha sul marchio Havana Club.  

 

  • Il 17 aprile 2020, gli eredi di Roberto Gómez Cabrera hanno intentato una causa dinanzi al tribunale del distretto meridionale della Florida. La parte imputata è la società canadese TECK RESOURCES LIMITED. I querelanti sostengono che dal 1996 la società ha gestito diverse miniere, presumibilmente di proprietà di Roberto Gómez Cabrera, nelle località di El Cobre e nei dintorni. 

È importante notare che Cuba, come parte di un legittimo processo di trasformazione economica e sociale, che includeva il regime di proprietà, ha effettuato una serie di nazionalizzazioni in conformità con la normativa vigente in materia di diritto internazionale. Inoltre, il governo cubano ha risarcito tutti quei cittadini cubani le cui proprietà espropriate non erano il risultato di una condotta criminale in violazione dell’ordinamento giuridico e quelli che non avessero intrapreso tale condotta in seguito alle dette nazionalizzazioni.

Per quanto riguarda i cittadini stranieri le cui proprietà sono state nazionalizzate, Cuba ha concluso accordi di compensazione globale con tutti gli Stati i cui cittadini sono stati colpiti, ad eccezione degli Stati Uniti. Il governo di quel paese ha rifiutato di avviare un processo di negoziazione in cerca di accordi di risarcimento equi nei confronti dei propri cittadini.

La legge no 80 della Riaffermazione della dignità e della sovranità cubane, approvata dall’Assemblea nazionale del potere popolare della Repubblica di Cuba nel dicembre 1996, stabilisce che le normative statunitensi sono inapplicabili e non hanno alcun valore o effetto legale nel territorio nazionale cubano; ribadisce la volontà del governo cubano di trovare un risarcimento adeguato ed equo per i beni espropriati da persone fisiche e giuridiche che a quel tempo detenevano la cittadinanza o la nazionalità statunitense e offre inoltre complete garanzie agli investitori stranieri a Cuba, dato che il suo articolo 5 stabilisce che il governo sarà in grado di adottare “le disposizioni, le misure e le agevolazioni aggiuntive necessarie per la piena protezione degli investimenti esteri, attuali o potenziali, a Cuba e la difesa dei loro legittimi interessi contro azioni che potrebbero derivare dalla legge Helms-Burton”.

Allo stesso modo, la Costituzione della Repubblica di Cuba stabilisce che “lo Stato promuove e fornisce garanzie per gli investimenti esteri, come elemento importante per lo sviluppo economico del Paese, sulla base della protezione e l’uso razionale delle risorse umane e naturali, così come il rispetto della sovranità nazionale e dell’indipendenza”.

2. Il blocco viola i diritti del popolo cubano

2.1 Gli effetti negativi sui settori di maggior impatto sociale.

Come precedentemente indicato, il blocco costituisce il principale ostacolo all’attuazione del PNDES, dell’Agenda 2030 e dei suoi OSS a Cuba. Anche quei settori in cui il nostro Paese ha ottenuto risultati riconosciuti a livello internazionale, come la salute e l’istruzione, non sono esenti dai gravi danni causati dalla politica degli Stati Uniti contro l’Isola.

Il settore sanitario è rimasto invariabilmente tra le priorità del governo cubano, che nel 2019 per questo settore ha stanziato il 27,5% della spesa sociale prevista. Nonostante gli sforzi compiuti per garantire l’accesso, l’assistenza gratuita e di qualità dei servizi di cura, la protezione e il recupero a tutti i cittadini, l’impatto del blocco in questo settore è considerevole. Da aprile 2019 a marzo 2020, questa politica ha causato perdite in questo settore nell’ordine di 160.260.880 dollari. I danni accumulati durante quasi sei decenni di applicazione di questa politica raggiungono la cifra di 3.074.033.738 dollari nel settore sanitario.

Il blocco nega l’accesso alle tecnologie mediche di procedenza statunitense o con oltre il 10% di componenti provenienti da quel paese, il che ha un impatto negativo sull’assistenza sanitaria dei cubani. In molti casi, non è possibile ottenere le nuove tecnologie che consentono una maggiore precisione nelle diagnosi, nei trattamenti e nella velocità nel recupero di pazienti con interventi meno invasivi. Questa politica influisce anche sull’esecuzione di importanti Programmi sanitari nazionali tra cui Assistenza alla madre e al bambino, Assistenza al paziente grave, Programma integrale per il controllo del cancro, nonché diversi programmi volti alla prevenzione e al controllo delle malattie non trasmissibili.

L’impatto negativo del blocco è aggravato ed è più crudele nell’attuale contesto di lotta contro la pandemia di COVID-19. Questa politica esercita un’ulteriore pressione sul nostro sistema sanitario pubblico, rendendo difficile l’acquisizione di materiali, attrezzature e altre forniture che sono urgentemente necessarie per salvare vite umane.

Uno dei casi più rivelatori di questa politica è accaduto a marzo 2020: una donazione di ventilatori polmonari meccanici, kit diagnostici, mascherine ed altre forniture mediche necessarie per affrontare il COVID-19, inviato dalla società cinese ALIBABA, non è potuta arrivare al territorio cubano. La società di trasporto previamente ingaggiata si è rifiutata di spedire il carico a Cuba in quanto il suo principale azionista era una società statunitense ed era quindi soggetta alle regolazioni del blocco.

Un altro deplorevole esempio è legato alle società svizzere IMT MEDICAL AG e ACUTRONIC MEDICAL SYSTEMS AG, che hanno allegato le sanzioni del blocco per rifiutarsi di consegnare a Cuba ventilatori polmonari meccanici ad alta tecnologia, essenziali per il trattamento dei pazienti affetti dal nuovo coronavirus. Queste due società, considerate leader mondiali nello sviluppo e nella produzione di queste apparecchiature mediche, hanno in passato fatto affari con Cuba. Entrambe le società sono state acquisite dalla società VYAIRE MEDICAL INC., con sede in Illinois, USA, e di conseguenza sono state costrette a sospendere tutte le relazioni commerciali con il nostro Paese.

Ad aprile 2020 è stato appreso un altro esempio: le banche svizzere UBS, Banca Cler e Banca cantonale di Basilea si sono rifiutate di trasferire le donazioni realizzate dalle organizzazioni svizzere di solidarietà MediCuba-Svizzera e Associazione Svizzera-Cuba, semplicemente perché il nome dell'isola era menzionato nel registro delle transazioni. Queste donazioni avevano lo scopo di sostenere il progetto di aiuto d’emergenza #CubavsCovid19, che mirava a raccogliere fondi per inviare reagenti per i test diagnostici e dispositivi di protezione necessari negli sforzi per affrontare la pandemia di COVID-19.

Da un’altra parte, il governo degli Stati Uniti, con la sua decisione di inveire contro la cooperazione medica cubana, minaccia il diritto alla salute di milioni di esseri umani, che hanno beneficiato del lavoro dei medici cubani in varie latitudini. Durante il periodo in esame, tenendo conto dei danni causati agli accordi bilaterali firmati da Cuba con diversi paesi della regione delle Americhe, l’assistenza medica di 67 milioni di persone è stata gravemente danneggiata. La comunità internazionale ha riconosciuto in più occasioni la professionalità e l’altruismo degli oltre 400 mila collaboratori cubani che durante 60 anni hanno svolto missioni in 164 nazioni.  

Questa campagna di discredito condotta dal governo statunitense è immorale in qualsiasi circostanza, ma è particolarmente offensiva per Cuba e il mondo nel mezzo di una pandemia globale come il COVID-19. In questo scenario, mentre l’attuale amministrazione degli Stati Uniti è inarrestabile nelle sue critiche e accuse contro l’isola, più di trenta brigate mediche cubane sono state inviate in vari paesi e territori colpiti dal coronavirus, con l’obiettivo di contribuire nella lotta contro questa malattia. Cuba è convinta che il momento attuale richieda cooperazione e solidarietà, motivo per cui condivide anche i risultati della ricerca scientifica con altri paesi, ad esempio il farmaco Interferone Alpha-2B ricombinante, che ha dimostrato di essere efficace nel trattamento del COVID- 19.

Come affermato nelle precedenti relazioni, a Cuba è negato il diritto di acquisire tecnologie, materie prime, reagenti, mezzi diagnostici, farmaci, dispositivi, attrezzature e pezzi di ricambio necessari per il miglior funzionamento del suo sistema sanitario pubblico. Non avere la medicina o la tecnologia giusta per prendersi cura di una malattia, al momento necessario per salvare una vita, provoca sofferenza e disperazione nei pazienti e nelle loro famiglie. Quel dolore non potrà mai essere quantificato.

Durante il periodo analizzato, la Società di importazione ed esportazione di prodotti medicinali (MEDICUBA S.A.) ha contattato le sette società che fanno parte del suo portafoglio di fornitori[1] e anche altre 50 imprese. A febbraio di quest’anno, quando la società cubana si è avvicinata ai suoi fornitori chiedendo di aggiornare la documentazione per continuare i rapporti commerciali, cinque di queste società non hanno risposto. Solo ELI LILLY e BAYER hanno dato una risposta, la prima, rifiutando di continuare come fornitore di MEDICUBA, mentre la seconda ha informato che avrebbe dovuto richiedere una nuova licenza OFAC per i nuovi contratti. Per tale motivo, MEDICUBA è stata costretta a contrarre il contraccettivo Mesigyna e il farmaco Loperamide (indicato per il controllo sintomatico della diarrea acuta e cronica) in altri mercati. Ciò ha generato una notevole carenza di questi farmaci nel nostro paese e di conseguenza anche ulteriori costi significativi.

Altri esempi di danni causati dal blocco al settore sanitario nel periodo analizzato sono:

  • Il 16 luglio 2019, la compagnia aerea EMIRATES ha respinto una spedizione del farmaco Carbidopa-levodopa contratta da MEDICUBA al produttore e fornitore indiano APEX DRUG HOUSE, sostenendo che non potevano trasportare merci con destinazione Cuba. Questa situazione ha notevolmente ritardato la consegna di questo prodotto, forzandoci a cercare urgentemente altre alternative commerciali. La Carbidopa-Levodopa è un farmaco usato per trattare i sintomi del morbo di Parkinson, quali la rigidità muscolare, i tremori, gli spasmi e lo scarso controllo muscolare.

 

  • Il 30 agosto 2019, la società indiana Sanzyme Private Limited, si è rifiutata ad accettare i documenti di spedizione di un’operazione commerciale di MEDICUBA, relativa all’acquisto del Progesterone 50 mg, il che ha causato ritardi nella spedizione e consegna dello stesso. Il progesterone viene utilizzato nel Programma di riproduzione assistita per prevenire il parto prematuro o la minaccia di aborto e per curare la sindrome premestruale e lo squilibrio ormonale nelle donne, come l’amenorrea e il sanguinamento uterino disfunzionale.

 

  • Il 3 dicembre 2019, la società NUTRICIA ha rifiutato di consegnare al fornitore MEDICUBA un ordine per integratori alimentari e alimenti a fini medici speciali, utilizzati nella gestione dietetica di disturbi e malattie, allegando l’attivazione del titolo III della Legge Helms-Burton. NUTRICIA è una multinazionale stabilita nei Paesi Bassi, che opera attraverso marchi noti come NUTRICIA, COW & GATE, MILUPA, SHS, GNC ed ENRICH.

 

  • Durante il periodo in analisi la società MEDICUBA ha contattato cinquanta società statunitensi per informarsi sulle possibilità di importare medicinali, attrezzature e altre forniture necessarie per il nostro sistema sanitario pubblico. La stragrande maggioranza non ha reagito e tre di queste (WATERS CORPORATION, DEXCOM e la filiale statunitense della ROYAL PHILIPS N.V.) hanno risposto sostenendo che non potevano stabilire legami commerciali con entità cubane a causa del blocco.

 

  • Nel caso della società ROYAL PHILIPS N.V., le sono state richieste ottanta unità del sistema laser ad eccimeri CVX-300, utilizzate per l’angioplastica coronarica, detta anche intervento coronarico percutaneo, una procedura minimamente invasiva utilizzata per aprire le arterie bloccate del cuore. La società ha risposto che non è in grado di stabilire rapporti commerciali con MEDICUBA a causa delle restrizioni normative e di controllo delle esportazioni imposte dal governo degli Stati Uniti.

 

  • La maggior parte delle società contattate da MEDICUBA non ha risposto alle richieste dell’entità cubana. Di conseguenza, non è stato possibile acquistare medicinali e attrezzature commercializzate da queste società, il che sarebbe stato molto vantaggioso per il sistema sanitario cubano, in particolare in settori come l'oncologia e la pediatria. Eccone alcuni esempi:

 

  • AZIENDA FARMACEUTICA JANSSEN, una sussidiaria di JOHNSON & JOHNSON: è stato richiesto l'abiraterone acetato per il trattamento del carcinoma della prostata resistente alla castrazione. Nessuna risposta ottenuta.

 

  • AZIENDA FARMACEUTICA PFIZER: è stato richiesto il farmaco Palbociclib, per il trattamento delle donne con tumore al seno metastatico sensibile agli ormoni, nonché il farmaco Sunitinib, per il trattamento del carcinoma renale metastatico e il Crizotinib, per il trattamento del carcinoma polmonare. Nessuna risposta ottenuta.

 

  • AZIENDA FARMACEUTICA MERCK SHARP & DOHME (MSD): è stato richiesto il Pembrolizumab (Anti PD-l1 Antibody) per il trattamento di melanoma metastatico, carcinoma polmonare, carcinoma della vescica, linfoma di Hodgkin e altri. Le è stato anche chiesto il farmaco Golimumab, che è la medicina biologica più avanzata per il trattamento dell’artrite reumatoide, dell’artrite psoriasica e della spondilite anchilosante, condizioni in cui il sistema immunitario attacca le articolazioni causando dolore, rigidità e limitazioni della mobilità. Nessuna risposta ottenuta.

 

  • AZIENDA FARMACEUTICA SEATTLE GENETICS: è stato richiesto il Brentuximab vedotin per il trattamento del linfoma di Hodgkin refrattario post-trapianto. Nessuna risposta ottenuta.

 

  • AZIENDA FARMACEUTICA BAXTER INTERNATIONAL INC: è stata fatta una richiesta di linee arteriose e venose pediatriche, filtri idrofobici, cateteri per emodialisi transitoria 6fr e 6.5fr per bambini piccoli, dializzatori pediatrici, sacche per dialisi da 500 cc e cateteri Tenckhoff da 25 a 28 cm, usati per neonati e lattanti con insufficienza renale acuta. Nessuna risposta ottenuta.

 

  • La società statunitense NANOSTRING TECHNOLOGIES è stata contattata per l’acquisizione di apparecchiature con tecnologia Illumina, che consente il sequenziamento dell’intero genoma di un tumore maligno e la definizione di alterazioni molecolari relative a trattamenti specifici, e viene anche utilizzata per la diagnosi molecolare di altre malattie. Nessuna risposta ottenuta.

 

Il blocco ha un impatto straziante sulle persone diversamente abili, in quanto si tratta di un gruppo della popolazione che si trova in una situazione vulnerabile all’interno della popolazione e soffre particolarmente delle restrizioni imposte da questa politica statunitense.

  • A Cuba viene negato l'acquisto di apparecchi acustici all’avanguardia, inclusi batterie e pezzi di ricambio, poiché possiedono qualche componente statunitense. È quasi impossibile accedere a diverse apparecchiature di allarme create per i non udenti, come allarme per bambini, sveglie, orologi da polso, campanelli luminosi, ed altri, poiché le apparecchiature più convenienti hanno più del 10% di materiale statunitense nella sua composizione.

 

  • La donazione realizzata dall'organizzazione statunitense Joni & Friends non è potuta essere consegnata a più di 400 membri dell’Asociación Cubana de Limitados Físico-Motores (ACLIFIM - Associazione cubana per disabili fisico-motori) con sede nelle province di Holguín e Ciego de Ávila, a causa delle restrizioni sui viaggi dagli Stati Uniti a Cuba.

 

Il ramo alimentare e agricolo costituisce la base per raggiungere la sicurezza e la sovranità alimentari, due obiettivi che fanno parte delle priorità del governo cubano e sono direttamente collegate all’adempimento dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.

 

Sebbene lo Stato cubano stanzia considerevoli risorse e sforzi in questo settore e la produzione di cibo per soddisfare le esigenze della popolazione è una priorità, gli effetti del blocco sono notevoli. Tra aprile 2019 e marzo 2020, vengono registrati danni per circa dollari 428.894.637.

 

Molti di questi effetti sarebbero stati evitati se le imprese cubane potessero accedere al mercato degli Stati Uniti, il che sarebbe molto vantaggioso se si tiene conto dei prezzi e della vicinanza, e del fatto che le industrie statunitensi sono in grado di fornire alle entità cubane molte delle materie prime, dei materiali e delle attrezzature necessarie per modernizzare le loro linee di produzione.

 

In seguito vengono elencati alcuni esempi di impatti in quest’area:

 

  • La società cubana Bravo è stata colpita dall’impossibilità di acquisire 2.700 tonnellate di carne sul mercato statunitense, per un prezzo di 2.113 dollari a tonnellata. L’entità è stata costretta a ricorrere ad altri fornitori con prezzi più elevati, con le conseguente spese aggiuntive pari a 1.296.000 dollari.

 

  • La società di importazione alimentare ALIMPORT, ha registrato effetti significativamente negativi a causa degli alti prezzi del pollo surgelato in mercati geograficamente distanti, rispetto al mercato degli Stati Uniti, a cui è stato impossibile accedere durante il periodo analizzato. I prezzi di questo prodotto nei mercati ai quali ha avuto accesso l’entità cubana variano tra 350 e 600 dollari al di sopra del prezzo della tonnellata nel mercato statunitense.

 

Le difficoltà nella fornitura di carburante a Cuba, a seguito della persecuzione scatenata dal governo degli Stati Uniti nel periodo analizzato hanno causato interruzioni nei cicli produttivi di varie entità nel settore agroalimentare, nonché nelle colture, come viene evidenziato negli esempi seguenti:

 

  • Nella fabbrica Los Portales, situata nella provincia di Pinar del Río, la produzione è stata interrotta per 77 giorni, dato che i suoi magazzini erano pieni di prodotti finiti, ma non avevano il carburante necessario per il loro trasporto. Ciò ha causato un danno di almeno 2 milioni di scatole di bibite e acque che non sono state prodotte né commercializzate, il che equivale a una perdita di dollari 10.900.000.

 

  • Tra novembre e dicembre 2019 non è stato possibile piantare 12.399 ettari di riso a causa dell’indisponibilità di combustibile. Per questo motivo, 30.130 tonnellate di riso per il consumo non sono state prodotte. Per lo stesso concetto, oltre 195.000 tonnellate di tuberi non sono state prodotte. Inoltre, non sono stati raccolti oltre 2 milioni di litri di latte e 481 tonnellate di carne, il che ha influito negativamente sull’alimentazione della popolazione cubana.

 

L’istruzione, lo sport e la cultura sono tra i settori di grande impatto sociale tradizionalmente colpiti dalle restrizioni del blocco. Durante il periodo in esame, come negli anni precedenti, le principali conseguenze segnalate in queste aree sono legate ai pagamenti aggiuntivi a titolo di trasporto di prodotti acquistati in mercati distanti, nonché agli ostacoli trovati nel momento di ricevere i pagamenti per i servizi professionali offerti all’estero e alle difficoltà di accesso ai finanziamenti esterni. A ciò si aggiungono i limiti associati alla mancanza di carburante, derivati ​​dalle misure applicate dal governo degli Stati Uniti.

 

I servizi di istruzione gratuiti e inclusivi, a cui lo Stato cubano ha stanziato il 23,7% della spesa sociale prevista per il 2020, sono colpiti dal blocco, a causa di varie carenze e insufficienze che limitano il processo di insegnamento e apprendimento nei diversi livelli di istruzione. Tra aprile 2019 e marzo 2020, i danni a questo settore sono stimati in dollari 21.226.000.

 

Tra i principali effetti sul settore dell’istruzione nel periodo analizzato spiccano:

 

  • Il deficit di carburante ha colpito tutti i livelli di istruzione durante l’anno scolastico 2019-2020. In cinquantadue istituti di istruzione le difficoltà nel trasporto di lavoratori e studenti ha portato a un riaggiustamento dei piani e i programmi di studio, così come degli orari lettivi; e per lo stesso motivo in oltre cento collegi il rientro degli studenti nelle loro case è stato prolungato fino a 45 giorni.

 

  • Nell’istruzione superiore, le principali incidenze registrate sono principalmente legate alle difficoltà di accesso a tecnologie e attrezzature per l’insegnamento e la ricerca scientifica e ai redditi che non vengono più percepiti per i servizi forniti, tra altri elementi che danneggiano lo sviluppo dell’attività accademica e scientifica delle università e dei centri di ricerca cubani. In questo senso, è notevole il caso dell’Università di Las Tunas, in cui non è stato ricevuto il finanziamento per l’importo di 444.000 dollari, previsto per la seconda fase del Progetto internazionale RENERT, che si sviluppa tra la suddetta università e la Fondazione CUOMO. L’importo è stato depositato nella banca della controparte perché fosse effettuato il trasferimento a Cuba. Quest’operazione è stata bloccata da una banca e i fondi rimangono in sospeso. Il progetto consiste nell’uso e nello sfruttamento delle fonti di energia rinnovabili nella provincia di Las Tunas, il che beneficia lo sviluppo locale delle comunità rurali e costiere.

 

La sfera dello sport, che costituisce una delle più grandi conquiste della Rivoluzione cubana, non è stata esonerata dell’assalto della politica di blocco. La società CUBADEPORTES ha visto diminuire la propria capacità di importare attrezzature sportive di marchi statunitensi, molti delle quali ad uso obbligatorio, come previsto dai regolamenti ufficiali delle Federazioni internazionali. Tra aprile 2019 e marzo 2020 i danni nel settore degli sport sono stimati in circa dollari 9.995.000.

 

Di seguito sono riportati alcuni dei danni più significativi del periodo in esame:

 

  • La società CUBADEPORTES ha riportato, alla fine del 2019, un importo di crediti superiore a mezzo milione di dollari. Ciò è dovuto a gravi difficoltà nella raccolta dei pagamenti dei servizi offerti, derivati ​​dalla persecuzione finanziaria del governo degli Stati Uniti contro entità bancarie di paesi terzi che svolgono operazioni con entità cubane.

 

  • L’8 aprile 2019, il governo degli Stati Uniti ha annunciato la sua decisione di annullare l’accordo firmato a dicembre 2018 tra la Major League of Baseball (MLB) e la Federazione Cubana di Baseball (FCB), sotto il pretesto che le leggi in vigore negli Stati Uniti vietano il commercio con entità associate al governo cubano. L’annuncio è arrivato a meno di due settimane dall’inizio della stagione di baseball 2019, e solo pochi giorni dopo che la FCB avesse pubblicato i nomi di 34 giocatori cubani ritenuti idonei a firmare con la MLB.

 

  • Nelle precedenti edizioni della Serie Caraibica, Cuba aveva dovuto partecipare alla categoria di paese "ospite" a causa dell’opposizione degli Stati Uniti ad accettarla come membro a pieno titolo della Confederazione di Baseball dei Caraibi. Sebbene si prevedeva per il 2019 un accordo tra il governo degli Stati Uniti e quell’entità, l’escalation di ostilità contro Cuba ha impedito alla squadra cubana di partecipare alle Serie Caraibica tenutasi a Puerto Rico a febbraio 2020. Allo stesso modo, è stato annunciato che Cuba non potrebbe partecipare alla prossima edizione di detto evento, che si svolgerà in Messico.

 

Il settore della cultura continua a risentire dell’applicazione della politica di blocco degli Stati Uniti contro Cuba. Da aprile 2019 a marzo 2020 vengono registrati danni nell’ordine di dollari 22.150.000.

 

Per quasi sessant’anni, la politica del governo degli Stati Uniti ha bloccato la circolazione dell’arte cubana in tutto il mondo, perseguitandola e censurandola, nonché estendendo la propria strategia di isolamento alle grandi corporazioni di informazione internazionali e ai circuiti di distribuzione artistica. Allo stesso tempo, cerca di legittimare e di rendere i prodotti anti-cubani più visibili e promuove pseudo-artisti totalmente sconosciuti, al fine di screditare il lavoro dei veri esponenti della cultura cubana, la stragrande maggioranza dei quali vive e lavora a Cuba.

 

Tra i danni registrati nel settore della cultura nel periodo analizzato, spiccano i seguenti:

 

  • La commercializzazione del cinema è particolarmente colpita dall’impossibilità di esporre opere cinematografiche cubane negli Stati Uniti. Si stima che se si potesse frequentare l’American Film Market a Los Angeles, che costituisce una via di accesso al mercato cinematografico, ai potenziali acquirenti per la categoria home video e alle istituzioni del circuito non commerciale, l’industria cinematografica cubana avrebbe potuto ottenere un reddito di almeno 260 mila dollari.

 

  • L’Agencia Cubana de Derecho de Autor Musical (ACDAM - Agenzia cubana di copyright musicale) ha smesso di ricevere circa 19.428 dollari per la raccolta di diritti d’autore poiché alcune società con conti bancari con interessi o partecipazione statunitensi hanno trattenuto i fondi e si rifiutano di effettuare trasferimenti verso banche cubane.

 

  • Le difficoltà per efettuare pagamenti diretti che hanno dovuto affrontare alcuni clienti del portafoglio dell’Empresa de Grabaciones y Ediciones Musicales (EGREM – Impresa di registrazioni e di edizioni musicali), come Cubamusic S.R.L., in Italia; World Circuit e Plaza Mayor, ambedue nel Regno Unito; e Ultra Record, negli Stati Uniti; hanno impedito all’entità cubana di ricevere tutti i redditi fatturati nel periodo in esame.

2.2 Impatti sullo sviluppo economico

Come precedentemente affermato, il blocco costituisce il principale ostacolo allo sviluppo economico di Cuba, all’attuazione del PNDES e, pertanto, all’adempimento dell’Agenda 2030 e dei suoi 17 OSS.

 

Tra aprile 2019 e marzo 2020, c’è stata una crescita impressionante dei danni causati dal blocco nei settori della produzione e dei servizi, arrivati ad un totale di dollari 610.200.000. Questa cifra supera 7,7 volte quella registrata nella fase precedente. Questo aumento è dovuto principalmente a misure aggressive e senza precedenti presse da parte del governo degli Stati Uniti e volte a soffocare l’economia cubana, in particolare gli sforzi fatti per ostacolare l’arrivo del carburante sull'isola.

 

Trasformare i costi del blocco in capacità di pagamento del paese ci permetterebbe di avere un’ulteriore fonte di finanziamento, sostanziale e sostenuta, che favorirebbe un maggiore dinamismo nei programmi di investimento collegati ai settori strategici definiti nel PNDES. In questo modo, le condizioni necessarie per conseguire gradualmente una crescita sostenuta del prodotto interno lordo annuale verrebbero create.

 

In accordo con la propria politica, volta ad impedire lo sviluppo economico del nostro paese, all’inizio di quest’anno e in un modo senza precedenti, il governo degli Stati Uniti ha intrapreso azioni nel quadro della valutazione delle proposte per i Programmi di cooperazione di Cuba con il Fondo per le Nazioni Unite per la popolazione (UNFPA), il Programma di sviluppo delle Nazioni Unite (UNDP) e il Fondo delle Nazioni Unite per l’infanzia (UNICEF). L’obiettivo di questa manovra era quello di ostacolare l’adozione di questi programmi per il periodo 2020-2024, il che avrebbe influito direttamente sugli sforzi dell’Isola per attuare l’Agenda 2030 e i suoi OSS nei prossimi anni.

 

Ancora una volta, Cuba ha avuto il sostegno di un importante gruppo di paesi che ha respinto i tentativi degli Stati Uniti di politicizzare il lavoro di questi organismi e ha permesso che i programmi di cooperazione di Cuba fossero approvati per consenso e senza modifiche.

 

Il blocco nuoce direttamente al diritto di Cuba allo sviluppo. Nessun ramo dell’economia cubana sfugge agli effetti di questa politica.

 

L’industria biofarmaceutica, un settore strategico dell’economia cubana, non è esente dai danni causati dal blocco e viene colpita ogni anno in termini di ricerca, sviluppo, produzione e commercializzazione dei suoi prodotti, causando notevoli perdite economiche. Tra aprile 2019 e marzo 2020 i danni provvocati ammontano 161 milioni di dollari.

 

L’intensificazione della politica di blocco in questo periodo non solo limita gli scambi accademici e scientifici, ma priva anche il popolo statunitense di ricevere i benefici dei prodotti biotecnologici e farmaceutici sviluppati a Cuba e riconusciti a livello internazionale.

 

Quest’ultimo aspetto viene evidenziato nei seguenti esempi:

 

  • Il Centro de Ingegneria genetica e biotecnologia (CIGB) riporta entrate non acquisite dalla non esportazione negli Stati Uniti del farmaco Heberprot-P, l’unico al mondo nel suo genere per il trattamento dell’ulcera del piede diabetico (UPD). Se si prende come ipotesi che solo l’8% dei pazienti statunitensi che sviluppano un UPD complesso all’anno utilizzi questo farmaco, nel 2019 Cuba avrebbe incassato circa 114.912.000 dollari per questo concetto.

 

  • La Proctokinasa, un farmaco per il trattamento delle emorroidi acute, è stata anche quella oggetto di interesse per la sua commercializzazione negli Stati Uniti. Si stima che circa 5 milioni di statunitensi trarrebbero beneficio da questo prodotto cubano. Si calcola che a questo titolo si siano potenzialmente persi 10 milioni di dollari, prendendo in considerazione solo il 5% di questo mercato.

 

  • Un altro prodotto biotecnologico cubano che potrebbe essere di grande interesse per le aziende statunitensi, in particolare per quelle dedicate alla produzione e al commercio di bovini e derivati, è il vaccino GAVAC, che combatte la zecca del bovino. Le perdite per la non esportazione di questo prodotto negli Stati Uniti si stima che ammontano a 1.125.000 dollari.

 

Pure questo settore è stato particolarmente colpito dalle spese aggiuntive derivate dalla delocalizzazione geografica del commercio e dalla necessità di ricorrere agli intermediari per acquisire prodotti di origine statunitense, come evidenziato dai seguenti esempi:

 

  • L’Instituto Finlay de Vacunas (Istituto Finlay dei Vaccini) ha registrato un totale di quindici operazioni, eseguite nel periodo analizzato, per le quali era necessario importare merci di origine statunitense attraverso fornitori di paesi terzi. L’importo totale delle operazioni è stato di 894.693 dollari. Se queste operazioni fossero state realizzate tramite una società statunitense, l’entità cubana avrebbe risparmiato circa 178.938 dollari.

 

  • Il Centro de Neuroscienza di Cuba (CNEURO) ha sostenuto spese elevate, a causa della necessità di utilizzare un intermediario per acquisire prodotti di origine statunitense in altri mercati. A causa della natura degli acquisti, per queste operazioni l’intermediario aumenta le spese del 20%. Nel periodo analizzato, le spese aggiuntive registrate da CNEURO solo per questo motivo sono state di 213.942 dollari.

 

Tra aprile 2019 e marzo 2020, il blocco degli Stati Uniti contro Cuba ha continuato a colpire il turismo cubano in quel che concerne i viaggi, i servizi, le operazioni e le assicurazioni logistiche, il che si traduce in perdite che ammontano a circa 1.888.386.675 dollari.

 

In particolare, l’imposizione di nuove misure da parte del Dipartimento di Stato per regolare i viaggi degli statunitensi a Cuba, tra cui il divieto di voli regolari e charter verso gli aeroporti internazionali dell’Isola, ad eccezione dell’aeroporto internazionale José Martí di L’Avana, equivalgono a una riduzione del flusso di visitatori provenenti dagli Stati Uniti di circa 420 mila passeggeri, con il corrispondente effetto negativo sulla riscossione delle entrate.

 

In assenza del blocco, si stima che il numero annuale di turisti statunitensi a Cuba potrebbe raggiungere almeno due milioni, il che renderebbe gli Stati Uniti il ​​principale mercato di emissione. Tralasciando i 251.621 turisti che si sono recati a Cuba nel periodo in esame, si stima che circa 1.748.379 persone non viaggiarono dagli Stati Uniti verso l’Isola a causa del blocco. Se queste persone fossero state in grado di visitare Cuba, si stima che l’industria del turismo cubana avrebbe incassato circa 1.798 miliardi di dollari provenenti dal mercato statunitense.

 

Alcuni esempi di danni causati a questo settore sono:

 

  • Fino al 4 giugno 2019, c'è stato un aumento del 35% dell’arrivo a Cuba dei turisti a bordo delle navi da crociera. A partire dal 5 giugno è entrata in vigore la misura adottata dal governo degli Stati Uniti per vietare l’ingresso delle crociere statunitensi nei porti cubani e si stima che l’impatto effettivo alla fine di quell’anno sia stato di circa 727.819 passeggeri che hanno smesso di arrivare nel paese per questa via. L’Associazione internazionale delle compagnie di crociera (CLIA) ha stimato che le riserve interessate da questa misura erano complessivamente 800 mila, il che ha avuto un impatto negativo sul reddito ottenuto per questo concetto. Questa misura ha causato danni considerevoli all’economia cubana, poiché in soli 6 mesi (da luglio a dicembre 2019) sono stati potenzialmente persi 12.356.941 dollari.

 

  • L’eliminazione delle licenze per i viaggi educativi tra i due popoli, insieme ad altre misure per limitare i viaggi a Cuba, ha contribuito alla riduzione del numero di passeggeri con servizi a terra, sia in gruppo che individuali, con la conseguente riduzione dell’incasso a questo titolo per il paese. Nella sola agenzia di viaggi HAVANATUR Celimar sono stati incassati nove milioni di dollari in meno rispetto al 2018 a causa di questa riduzione del numero di turisti statunitensi.

 

  • L’agenzia di viaggi CUBATUR ha subito danni monetari e finanziari pari a 616.742 dollari, a causa delle spese nei servizi bancari e delle variazioni dei tassi di cambio, nonché della chiusura di conti bancari in paesi terzi, del sequestro dei fondi e della cancellazione dei servizi di elaborazione delle carte di credito.

 

  • Il Gruppo internazionale di tour operator e agenzie di viaggio HAVANATUR S.A., che ha anche affrontato tutte le suddette conseguenze monetarie e finanziarie, ha anche riferito i danni a cui sono sottoposte le sue agenzie con sede in Canada a causa del trattamento delle carte di credito. Le tariffe imposte dalle agenzie di elaborazione delle carte a queste entità sono state del 3,79%, il che significa 1,6% in più rispetto alla media addebitata ad altri tour operator con sede in quel paese. In totale, i danni per HAVANATUR ammontano a 21.426.557 dollari.

 

I danni economici causati dal blocco nel settore delle comunicazioni e dell’informatica, comprese le telecomunicazioni a Cuba nel periodo da aprile 2019 a marzo 2020, sono stimati a dollari 64.274.042. Come negli anni precedenti, l’Impresa di Telecomunicazioni di Cuba S.A. (ETECSA) continua ad essere l’entità con il maggiore impatto, registrando circa il 97% dell’importo totale.

 

ll blocco costituisce il principale intoppo ad un migliore flusso di informazioni e ad un più ampio accesso dei cubani a Internet e alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC). Ostacolando e rendendo più costosa la connettività nel paese, condizionando l’accesso a piattaforme e tecnologie e utilizzando il cyberspazio per cercare di sovvertire il sistema politico e giuridico cubano, questa politica influisce negativamente sullo sviluppo delle comunicazioni a Cuba.

 

Tra i danni registrati in questo ambito spiccano i seguenti:

 

  • ETECSA non può effettuare direttamente interconnessioni con operatori internazionali nel territorio statunitense, dove si trovano i principali nodi di interconnessione, pertanto è tenuta a estendere la rete internazionale con nodi nel Regno Unito, in Giamaica e in Venezuela. Ciò comporta l’esecuzione di spese aggiuntive di circa 10.637.200 dollari.

 

  • A seguito dell’attivazione del titolo III della legge Helms-Burton, la società AMERICAN AIRLINES ha deciso di sospendere il servizio postale diretto tra gli Stati Uniti e Cuba. Di conseguenza, il Gruppo aziendale Correos de Cuba (GECC) ha dovuto trovare un’alternativa per garantire il servizio postale universale sul territorio nazionale e ha deciso di gestirlo attraverso il Panama, come paese intermediario. Quest’azione ha aumentato il prezzo delle tariffe, comportando perdite per l’operatore postale cubano del valore di 6.736 dollari.

 

  • L’11 settembre 2019, mentre il presidente della Repubblica di Cuba, Miguel Díaz-Canel Bermúdez, riferiva sulle cause della difficile situazione energetica che il paese stava attraversando, il social network Twitter ha bloccato i conti ufficiali di alcuni dei principali Media dell’Isola: Mesa Redonda, Cubadebate, Granma, nonché quello corrispondente al Ministero delle comunicazioni e altri media e giornalisti cubani. L’obiettivo principale di questa azione era impedire la diffusione del messaggio del Presidente su questa piattaforma digitale ed impedire dichiarazioni e dibattiti su quest’argomento da parte degli utenti.

 

  • Oltre agli effetti del blocco nel settore delle comunicazioni, nel contesto della pandemia di COVID-19 si aggiunge il fatto che i rappresentanti cubani hanno incontrato numerose difficoltà per poter partecipare alle riunioni e ad altri eventi virtuali convocati dalle organismi del sistema delle Nazioni Unite, giacché l’accesso di Cuba a diverse piattaforme digitali utilizzate per questi scopi quali Zoom e Microsoft Teams è limitato.

 

Nel periodo compreso tra aprile 2019 e marzo 2020, i danni causati dal blocco all’industria cubana hanno raggiunto 95.529.125 dollari. Alcuni degli effetti più significativi in ​​questo settore sono legati alle entrate non ricevute dalle esportazioni di beni e servizi, come dimostrato dai seguenti esempi:

 

  • Il principale elemento esportabile della società cubana ACINOX COMERCIAL è la billetta d’acciaio. L’incapacità di accedere al mercato statunitense ha causato danni a questa società, poiché il prezzo di questo prodotto negli Stati Uniti è generalmente più alto rispetto ad altri mercati. Nel periodo in esame, sono state esportate in totale 52.643,72 tonnellate. Se queste fossero state destinate al mercato statunitense, le entrate di questa società sarebbero aumentate di 526.437 dollari.

 

  • L’Empresa Comercializadora, Importadora-Exportadora de la Industria Ligera (ENCOMIL - Società commerciale import-export dell’industria leggera) ha subito un danno nell’ordine di 297.700 dollari a causa del rifiuto delle banche straniere di trasferire a Cuba i fondi iscritti per l’esportazione di beni nel periodo in esame, per timore di possibili ritorsioni da parte del governo degli Stati Uniti per violazione delle restrizioni del blocco.

 

Si riportano in seguito altri danni registrati nel settore industriale durante il periodo analizzato:

 

  • A causa della mancanza di carburante che ha colpito il paese durante il secondo semestre del 2019, dopo la decisione del governo degli Stati Uniti di impedire l’arrivo di forniture di petrolio greggio a Cuba, sono state registrate ripercussioni produttive nelle società dell’industria chimica che ammontano ai 50.960.000 dollari. In particolare, il Gruppo aziendale dell’Industria chimica (GEIQ) ha segnalato interruzioni nelle linee di produzione di carta igienica e tovaglioli, nonché magazzini saturi di prodotti che per la stessa motivazione non potevano essere trasportati, provocando che circa 19,8 milioni di rotoli di carta igienica non fossero prodotti e, di conseguenza, la perdita di circa 4,8 milioni di dollari.

 

  • Per la stessa motivazione ci sono state prolungate interruzioni nella produzione di carta nel paese. Di conseguenza, la produzione di circa 1.200 tonnellate di carta ecologica è stata interrotta, il che ha impedito l’ingresso di 2.100.000 dollari.

 

  • Nell’industria siderurgica e meccanica sono stati segnalati danni alla produzione che ammontavano a circa 6.454.559 dollari a causa delle difficoltà di accesso alle componenti energetiche. I beni non più prodotti a tale titolo non riguardavano solo le aziende, ma avevano anche un impatto negativo sull’adempimento dei programmi sociali prioritari per il nostro paese, quale il Programma Nazionale per l’edificazione di abitazioni.

 

  • L’Unità aziendale di base (UEB) “Empaques Flexibles” con sede a San José de Las Lajas, provincia di Mayabeque, appartenente alla società Ediciones Caribe, del Gruppo aziendale dell’Industria leggera, produce imballaggi flessibili per prodotti del settore alimentare, come latte in polvere, yogurt, pasta, ecc. L’attrezzatura industriale di questo centro è obsoleta e insufficiente per soddisfare la domanda di questi prodotti sul mercato nazionale. Sebbene diverse entità straniere abbiano espresso il loro interesse ad investire in quella fabbrica, le trattative non sono riuscite a progredire per causa del timore espresso dai potenziali investitori di diventare l’oggetto dell’applicazione dei regolamenti del blocco, in particolare del titolo III della legge Helms-Burton, dal momento che l’UEB si trova in una struttura appartenuta alla società statunitense REYNOLDS WRAP e nazionalizzata dal governo rivoluzionario cubano.

 

Come conseguenza del blocco il settore edile continua ad incontrare serie difficoltà nell’accedere a tecnologie costruttive più efficienti e leggere, con un consumo inferiore di materiali di base e componenti energetici. Tra aprile 2019 e marzo 2020, i danni sono stimati in dollari 238.180.000.

 

Le produzioni interrotte a causa del deficit di carburante nel paese a partire dal secondo semestre del 2019 sono state la causa principale dei danni economici a questo settore. I danni per questo concetto sono concentrati in particolare sul Gruppo aziendale della Costruzione (GECONS) e il Gruppo aziendale industriale della Costruzione (GEICON), come illustrato nei seguenti esempi:

 

  • Nel caso di GECONS, è stata registrata una perdita di 165.500.000 dollari, risultante dalla riduzione della sua allocazione di carburante come conseguenza delle misure adottate dal governo degli Stati Uniti per impedire l’arrivo di carburante a Cuba. Ciò ha causato numerose ripercussioni sull’entità, a causa della scarsa disponibilità di componenti energetiche, che ha limitato la produzione di beni e servizi e ha costretto ad aggiustare i livelli di attività in numerosi programmi edili. Allo stesso modo, ha causato la paralisi di alcuni dei servizi, fondamentalmente, il programma stradale e la produzione di calcestruzzo prefabbricato e calcestruzzo preconfezionato.

 

  • GEICON ha riportato danni di 43.200.000 dollari, cifra che risponde esclusivamente al deficit di carburante che l’entità ha dovuto affrontare. Ciò ha avuto un impatto negativo sulle produzioni di base come cemento, ghiaia, blocchi, coperte d’asfalto, piastrelle in fibrocemento, carpenteria in legno e metallo, oltre al trasporto di forniture e prodotti finiti.

 

Durante il periodo analizzato, il settore dei trasporti ha subito danni nell’ordine di 312.027.430 dollari. I regolamenti del blocco, in particolare le misure adottate nel 2019 dal governo degli Stati Uniti per impedire l’approvvigionamento di carburante a Cuba, hanno avuto un impatto devastante in questo settore.

 

Tra i principali danni causati a questo settore spiccano i seguenti:

 

  • La società Consultores Marítimos S.A (COMAR S.A) segnala un’incidenza per un valore di 160 mila dollari, a causa della cancellazione delle autorizzazioni per le compagnie di navi da crociera di operare nei porti cubani. Questa situazione ha portato la maggior parte di queste società ad optare per la cancellazione totale dei loro legami con le società cubane e la chiusura dei contratti stabiliti.

 

  • Dovuto all’inasprimento del blocco nel periodo analizzato, non è stato possibile acquistare il carburante per aerei B-100, previsto per i mesi di agosto, settembre e ottobre 2019 e di conseguenza 2.583 ore di volo non hanno più avuto luogo, il che ha comportato un danno di 855.229 dollari.

 

  • La società Ómnibus Nacionales (Autobus nazionali) ha riportato danni alla produzione e ai servizi che superano i 51 milioni di dollari, causati dalla misura attuata dal governo degli Stati Uniti per vietare l’arrivo di carburante a Cuba.

 

  • Tra settembre e dicembre 2019, a causa delle ripercussioni sulla fornitura di carburante, sono stati registrati danni al trasporto pubblico urbano con autobus. Si stima che nel 2019 siano stati trasportati circa 75,8 milioni di passeggeri in meno rispetto al 2018. Di conseguenza, non sono stati percepiti 21 milioni di dollari.  

 

Nel caso del settore minerario ed energetico, i danni sono stimati in dollari 125.282.022. Le normative del blocco influenzano in modo negativo lo sviluppo di questa sfera a Cuba, in quanto limitano l’accesso a tecnologie all’avanguardia per la generazione di energia, alle attrezzature e i pezzi di ricambio, ai mezzi adeguati per la protezione del personale e alle agevolazioni finanziarie offerte per acquisire tutte queste risorse.

 

Nel gruppo aziendale dell’Unione elettrica, i danni hanno superato i 16 milioni di dollari. Uno degli elementi che in maniera più severa influisce sulla produzione e sui servizi di questa entità è il fatto che i principali produttori di apparecchiature e pezzi di ricambio per il processo di produzione hanno dovuto sospendere i loro rapporti con Cuba a causa del blocco. Ciò ha comportato un aumento dei costi di manutenzione, uno spreco di tempo nella ricerca di fornitori sostitutivi e un aumento dei costi di importazione. Tra i produttori e i fornitori che hanno interrotto i loro rapporti con le aziende cubane ci sono i seguenti:

 

  • La società CLYDE BERGEMANN, società produttrice delle torce per caldaie installate negli impianti termoelettrici “Lidio Ramón Pérez”, “Diez de Octubre” e “Antonio Guiteras”, ha comunicato il suo rifiuto di continuare a lavorare con Cuba dato che una parte delle sue azioni è stata acquisita da capitale statunitense. Ciò ha causato difficoltà nell’acquisto di pezzi di ricambio, poiché il fornitore ha dovuto essere sostituito, con conseguenti costi aggiuntivi.

 

  • A maggio 2019 la società FLENDER, società produttrice dei regolatori di pressione per pompe della centrale termoelettrica “Diez de Octubre”, si è rifiutata di continuare a venderne dopo l’attivazione del titolo III della legge Helms-Burton.

 

Altri esempi di danni in questo settore sono:

 

  • La joint-venture MOA NICKEL S.A. ha registrato un impatto sulle sue esportazioni di circa 7.580.000 dollari a causa del fatto che nel 2019 circa 700 tonnellate di solfuri misti di nichel e cobalto non sono state prodotte, a seguito delle ripercussioni sulla fornitura di carburante.

 

  • Il 21 agosto 2019 è stata creata una joint-venture per sviluppare il deposito di rame a Hierro Mantua, con la firma dell’accordo di associazione e dello statuto per la creazione della società mista tra BULGARGEOMIN OVERSEAS Ltd. e GEOMINERA, S.A. Finora BULGARGEOMIN non è stata in grado di trasferire, come previsto, la prima parte del finanziamento, pari a dollari 1.200.000, a causa delle difficoltà che incontra con la sua banca a causa dei regolamenti del blocco.

 

  • L’Unione Cuba-Petrolio (CUPET), un’organizzazione statale cubana incaricata di fornire carburante e lubrificante al mercato nazionale, ha dovuto affrontare seri ostacoli all’importazione di carburanti e altri servizi petroliferi a seguito dell’intensificazione della politica di blocco. Data la persecuzione e l’intimidazione scatenate dal governo degli Stati Uniti contro gli abituali fornitori di carburante, la società cubana è stata costretta a cercare nuovi fornitori, in mercati più distanti e con tasse più elevate, il che ha comportato un impatto di circa 20.200.000 dollari. Proprio per lo stesso motivo, la joint-venture Moa Nickel S.A ha riportato danni pari a 2.925.000 dollari.

 

  • Il programma di perforazione del pozzo petrolifero è stato colpito dal ritardo e dalle limitazioni nell’arrivo del carburante, poiché le apparecchiature utilizzate in queste operazioni non sono state in grado di fornire servizi all’orario previsto. Ciò ha comportato danni stimati di 730 mila dollari.

 

I danni provvocati dalle misure del blocco economico non si apprezzano solo nel settore statale dell’economia, come il governo degli Stati Uniti cerca di far sembrare, ma hanno anche un forte impatto sul settore non statale, di solito di dimensioni relativamente ridotte e con meno capacità di risposta e adattamento alla perdita di clienti a causa della contrazione del turismo,  alle limitazioni nella disponibilità di capitale circolante, alle difficoltà nel garantire le forniture o all’accesso alle tecnologie.

3.  Effetti sul settore esterno dell’economia cubana.

3.1 Impatto sul commercio estero

L’importo totale dei danni causati dal blocco al settore esterno dell’economia cubana tra aprile 2019 e marzo 2020 ammonta a 3.113.951.129 dollari.

Al di là degli effetti quantificabili, l’effetto dissuasivo e intimidatorio della politica di blocco su uomini d’affari e entità negli Stati Uniti e nei paesi terzi, accentuato dopo l’attivazione del titolo III della legge Helms-Burton, ha causato la cancellazione di operazioni commerciali, azioni di cooperazione e progetti di investimento esteri a diversi livelli, e provocato che alcune istituzioni bancarie e finanziarie si rifiutino di lavorare con entità cubane per paura di essere soggette a sanzioni.

 La misura adottata il 18 ottobre 2019 per impedire la riesportazione da qualsiasi paese a Cuba di articoli, prodotti in qualsiasi paese, che contengano più del 10% di componenti statunitensi, rappresenta una sfida significativa per le esigenze di importazione dell’economia cubana. Per componenti s’intendono parti, pezzi, prodotti di base e tecnologie, incluso il software. Di conseguenza, in un’economia mondiale sempre più globalizzata, diventa ancora più difficile per Cuba acquistare i rifornimenti richiesti per l’industria, i servizi e il consumo della popolazione, indipendentemente dal rapporto politico o commerciale che possa avere con il mercato di origine di queste importazioni.

Come negli anni precedenti, i danni maggiori si riscontrano nel mancato guadagno nelle esportazioni di beni e servizi, per un valore di dollari 2.475.700.000. Il turismo continua ad essere il settore più colpito in questo senso, accumulando il 72,6% del totale. Ciò equivale a 1.798 miliardi di dollari, il che rappresenta un aumento di 260 milioni rispetto alla fase precedente.

Data l’impossibilità di effettuare esportazioni negli Stati Uniti a causa delle restrizioni del blocco, nel settore agricolo cubano si registrano effetti negativi che raggiungono 184 milioni di dollari. Di questa cifra, l’84,3% è attribuito a potenziali esportazioni della società HABANOS S.A., mentre il resto, circa 26,5 milioni di dollari, corrisponde a potenziali esportazioni di carbone di marabù, ananas, miele, caffè e prodotti freschi destinati principalmente allecrociere.

Nel caso del miele industriale sfuso, gli Stati Uniti sono il più grande importatore del mondo. Alle aziende statunitensi interessate all’acquisto di miele cubano viene negata la corrispondente licenza OFAC, pertanto non possono svolgere operazioni commerciali con l’Isola. Il mercato statunitense potrebbe assimilare circa 3 mila tonnellate metriche di questo tipo di miele all’anno, un prodotto molto difficile da collocare sul mercato europeo. Se quel volume potesse essere esportato sul mercato degli Stati Uniti, Cuba otterrebbe un vantaggio economico di circa 500 mila dollari, cioè 10% in più rispetto al mercato europeo, tutto grazie a migliori prezzi, minori costi di trasporto e condizioni di consegna più favorevoli.

Per quanto riguarda il caffè (macinato o in grano) il mercato statunitense si trova tra i primi cinque al mondo. Il caffè cubano, per la sua qualità, potrebbe coprire una parte significativa della domanda di quel mercato, ma come nel caso del miele, alle società statunitensi interessate alla sua importazione viene negata la licenza OFAC.

Inoltre, nonostante il riconoscimento da parte degli importatori statunitensi dell’alta qualità del carbone vegetale cubano, le vendite di questo prodotto sul mercato statunitense durante il periodo in esame hanno raggiunto solo 80 tonnellate metriche, anche se il potenziale di esportazione è molto più grande. Ciò è stato influenzato dall’attivazione da parte del governo degli Stati Uniti del titolo III della legge Helms-Burton, a partire da maggio 2019. Questa decisione ha consentito, come precedentemente affermato, di avviare azioni legali contro AMAZON, INC. e SUSSHI INTERNATIONAL, INC., distributori al dettaglio di carbone vegetale cubano nel mercato statunitense. Questa azione ha avuto un effetto intimidatorio su questi e altri potenziali clienti, riducendo in modo significativo le possibilità di vendita di detto prodotto. Considerando che gli Stati Uniti sono uno dei dieci maggiori importatori di carbone vegetale al mondo, si stima che l’inasprimento del blocco abbia impedito la vendita di circa 2 mila tonnellate di questo prodotto, il che rappresenta una perdita di circa 70 mila dollari per differenze di prezzo rispetto ad altri mercati.

Nel caso dello zucchero, il valore delle potenziali esportazioni di questo prodotto negli Stati Uniti durante questo periodo è stimato a circa 93 milioni di dollari, tenendo conto delle 354.078 tonnellate che Cuba è riuscita a posizionare sul mercato mondiale.

D’altro canto, le limitazioni per le importazioni di prodotti agroalimentari dagli Stati Uniti vengono mantenute. La società cubana di importazione alimentare, ALIMPORT, è costretta ad assumersi ulteriori spese per poter partecipare a questo commercio irregolare, che funziona solo in una direzione, visto che Cuba non ha accesso ai finanziamenti della banca statunitense o del sistema creditizio internazionale per questo tipo di operazioni, a causa del cosiddetto "rischio paese". Questo fa sì che l’entità cubana debba dipendere da altri creditori che applicano costi finanziari di circa il 5% al ​​di sopra del normale. ALIMPORT non può effettuare pagamenti in dollari statunitensi a terzi, pertanto deve acquistare valute di rimborso per eseguire le sue transazioni, con le conseguenti perdite derivanti dal rischio di cambio. Di conseguenza, ogni operazione commerciale coinvolge diverse banche internazionali, che applicano commissioni per i loro servizi, aumentando ulteriormente i costi finanziari che la società cubana deve coprire.

Tra aprile 2019 e marzo 2020, il divieto di utilizzare il dollaro USA ha causato danni al commercio estero cubano per un valore di 92.883.153 dollari, mentre l’aumento del costo del finanziamento / rischio paese è stato quantificato a 25.841.716 dollari. Questi indicatori sono determinati dalle difficoltà che le entità cubane incontrano nell’accedere ai crediti bancari o ai prestiti agevolati, a seguito delle restrizioni del blocco e in particolare del suo effetto dissuasivo sulla banca internazionale. Ciò costringe le nostre aziende a ricorrere a crediti commerciali concessi dai fornitori stessi, con condizioni finanziarie sfavorevoli.

Le conseguenze negative per l’uso di intermediari commerciali e il conseguente aumento del costo delle merce raggiunge i 186.171.670 dollari.

I costi aggiuntivi relativi al trasporto e l’assicurazione che devono essere pagati per la delocalizzazione geografica del comercio verso regioni più distanti, continua a causare danni significativi all’economia cubana. Per questo concetto, le perdite sono calcolate nell’ordine di 85.108.797 dollari, il che rappresenta un aumento del 17,9% rispetto al periodo precedente.

La seguente tabella riporta gli effetti negativi del blocco sulla sfera del commercio estero di Cuba tra aprile 2019 e marzo 2020:

 

 

Danni a titolo di:

USD

Impossibilità di accedere al mercato statunitense

131.612.890,48

Uso di intermediari / aumento del costo dei beni

186.171.670,73

Aumento dei costi del trasporto e dell’assicurazione

85.108.797,39

Mancato guadagno relativo alle esportazioni

2.475.700.000,00

Rischio paese / aumento dei costi di finanziamento

25.841.716,75

Divieto di utilizzare il dollaro USA

92.883.153,80

Altri*

16.632.900,00

TOTALE

3.013.951.129,15

*Costi aggiuntivi per operazioni attraverso banche di paesi terzi / commissioni bancarie / modalità di strumenti di pagamento, entrate trattenute, violazione dei contratti, litigi, altri.

3.2 Impatti sul settore bancario e finanziario.

Tra aprile 2019 e marzo 2020, il sistema bancario e finanziario ha continuato ad essere uno dei target principali delle misure aggressive condotte dall’amministrazione statunitense, volte a rafforzare il blocco economico, commerciale e finanziario contro Cuba. I danni monetari e finanziari causati all’economia cubana in questo periodo hanno superato i 284.300.000 dollari.

Come negli anni precedenti, questa fase è stata caratterizzata dal crescente rifiuto da parte delle istituzioni bancarie e finanziarie straniere di efettuare le pratiche concernenti le operazioni di banche e società cubane, dalla chiusura di conti e contratti già stabiliti, dalla restituzione costante delle transazioni bancarie, nonché dalla cancellazione di password per lo scambio di informazioni finanziarie che vengono effettuate attraverso la Society for Interbank Financial Telecommunications (SWIFT - Società per le Telecomunicazioni Finanziarie Interbancarie Mondiali).

Come conseguenza della politica di pressione, intimidazione e dissuasione esercitata dal governo degli Stati Uniti contro le istituzioni finanziarie internazionali, nuovi metodi per ostacolare le operazioni bancarie di Cuba vengono applicati, come ad esempio la richiesta di ulteriori documenti per consentire ad eseguire le operazioni, generando ritardi e ostacolando l’esecuzione di pagamenti ai fornitori o l’incasso di entrate dall’estero.  

Durante il periodo in esame, il numero di banche estere che per motivazioni varie si sono rifiutate di effettuare operazioni con banche cubane è salito a 137, con 315 operazioni coinvolte, per un totale di danni di circa 236.500.000 dollari.

Di seguito sono riportati alcuni esempi di applicazione extraterritoriale del blocco registrati nel settore bancario e finanziario durante il periodo analizzato.

Rifiuto di fornire servizi bancari:

  • Rifiuto di aprire o chiudere conti: sette banche straniere, di cui quattro in Europa, due in Asia e una in America Latina.
  • Rifiuto di effettuare trasferimenti di fondi da o verso Cuba e di fornire altri servizi bancari: quattordici entità, di cui sette europee, tre asiatiche, tre latinoamericane e una nordamericana.
  • Una banca cubana non è stata in grado di versare un abbonamento a un’organizzazione internazionale che raggruppa le casse di risparmio e le banche al dettaglio per non essere accettata da un istituto bancario europeo. Sebbene siano state avviate diverse pratiche tramite altri istituti finanziari con i quali la banca cubana intrattiene rapporti di corrispondenza, l’ingresso dei fondi non è stato accettato dalle banche straniere.
  • La succursale di una banca europea con sede in America Latina ha ricevuto istruzioni dalla propria sede centrale di interrompere tutte le operazioni finanziarie con Cuba ed evitare qualsiasi transazione con paesi sanzionati dal governo degli Stati Uniti.
  • L’utilizzo dei bancomat e delle proprie carte di credito è stato vietato ad un’ambasciata cubana con sede in un paese europeo, così come ai consolati generali e allo stesso console generale. Le conversazioni con un istituto bancario sono state iniziate per richiedere la prestazione dei detti servizi ma il dipartimento di conformità normativa dell’entità non ha autorizzato queste operazioni.
  • Un’entità bancaria europea ha negato la richiesta di trasferire a Cuba i fondi da un istituto di previdenza sociale di un paese situato in quella zona geografica, quei fondi erano destinati a pagare i suoi cittadini residenti a Cuba.
  • Un istituto bancario latinoamericano ha informato una banca cubana che i suoi unici corrispondenti sono le cinque maggiori banche negli Stati Uniti, motivo per cui la propria Direzione di conformità ha severamente vietato le operazioni con Cuba.
  • Sequestro conservativo di fondi da entità cubane in banche estere: tre istituti bancari esteri, di cui due banche in Europa e una in Asia.
  • Una banca asiatica e due europee hanno trattenuto fondi da entità cubane per un valore di dollari 4.200.000.
  • Annullamento delle chiavi di messaggistica SWIFT[2] da parte di banche straniere: diciotto entità, di cui: undici dall’Europa, tre dall’America Latina, due dall’Asia e due dall’Oceania. Queste cancellazioni dei codici RMA causano difficoltà e ritardi nelle operazioni bancarie. Le banche utilizzano la rete SWIFT per effettuare trasferimenti elettronici (transazioni monetarie) e messaggi tra loro. Per i bonifici bancari internazionali, i codici SWIFT sono necessari per effettuare transazioni veloci e sicure.
  • Rifiuto di banche straniere di notificare e/o realizzare operazioni con carte di credito: dieci istituzioni di cui: sette asiatiche, due europee e una latinoamericana. Questi rifiuti generano danni per le società cubane a causa dei ritardi inutili causati, dal momento che sono costrette a cercare una banca alternativa.
  • Restituzioni delle operazioni bancarie: settantasette entità, di cui: quarantatre dall’Europa, quindici dall’America Latina, quattordici dall’Asia, tre dal Nord America e due dall’Oceania. I maggiori incidenti, sia tramite trasferimenti che tramite crediti documentari, corrispondono alle restituzioni causate dalle presunte politiche interne delle banche dei beneficiari o delle banche corrispondenti, che impediscono ai fondi di raggiungere la loro destinazione. Le banche europee, latinoamericane e asiatiche sono state quelle che hanno realizzato le più alte restituzioni sulle operazioni bancarie, alludendo all’esistenza di sanzioni contro Cuba, il rispetto delle politiche interne delle banche, e altre cause. 
  • Annullamento di operazioni bancarie e accordi corrispondenti: cinque banche, di cui quattro europee e una asiatica.
  • Una di queste banche, con sede in Europa, ha richiesto ufficialmente la cancellazione di un Accordo di prestito individuale, firmato con la sua controparte cubana, che aveva come scopo finanziare un’attività produttiva nella zona di sviluppo speciale di Mariel.
  • Richiesta a banche cubane di ulteriori documenti e altri requisiti per lo svolgimento di operazioni bancarie: tre istituti bancari, di cui uno dall’Asia, uno dall’Europa e l’altro dal Nord America.
  • Una di queste entità bancarie ha chiesto alla controparte cubana la licenza e l’autorizzazione OFAC, richieste dal suo Dipartimento di conformità per effettuare le operazioni, affermando che se non fossero conformi ai requisiti, i fondi sarebbero stati bloccati, in conformità con i regolamenti del blocco.

Difficoltà con l’invio e la ricezione di documenti bancari tramite agenzie di corriere:

Durante il periodo analizzato, le banche cubane hanno incontrato vari ostacoli all’uso dei canali di comunicazione bancaria tradizionali, tramite DHL e SWIFT.

Il rifiuto delle agenzie di corriere di ricevere o elaborare documenti bancari genera le seguenti difficoltà:

  • Non esiste la stessa garanzia e sicurezza quando i documenti bancari viaggiano attraverso percorsi diversi da DHL e SWIFT.
  • L’invio di rimesse documentali viene effettuato utilizzando copie inviate via e-mail, inclusi i documenti di spedizione, e non gli originali, che devono essere ricevuti direttamente da DHL.
  • Gli importatori cubani devono cercare modi alternativi di ricezione dei documenti per essere in grado di eseguire procedure doganali in vista dell’estrazione delle merce al porto, il che ritarda l’inserzione di questi prodotti nell’economia interna.
  • L’utilizzo di percorsi alternativi per acquisire attrezzature ad alta tecnologia richiede l’erogazione di valuta aggiuntiva per il paese.

Come parte dell’inasprimento del blocco, le rimesse a Cuba sono state particolarmente colpite a causa dell’interesse del governo degli Stati Uniti per impedire l’ingresso di valuta estera nell’Isola. A seguito di questa politica, le agenzie di rimesse impongono costi di transazione più elevati su operazioni di questo tipo destinate a Cuba.

4. Il blocco viola il diritto internazionale. Applicazione extraterritoriale.

Come notato in precedenza, la portata extraterritoriale del blocco rimane un segno distintivo della politica del governo degli Stati Uniti nei confronti di Cuba. Questo sistema di sanzioni rappresenta una minaccia, sia per gli interessi e i diritti sovrani di Cuba, sia per quelli dei paesi terzi, i cui cittadini non sono esenti dalla sofferenza causata da questa politica crudele e illegale, che viola il diritto internazionale e i fini e principi della Carta delle Nazioni Unite, nonché i regolamenti commerciali internazionali.

 

Tra marzo 2019 e aprile 2020, si verifica un continuo inasprimento dell’applicazione extraterritoriale del blocco, soprattutto dopo l’entrata in vigore del titolo III della legge Helms-Burton, appositamente progettato per interferire nelle relazioni economiche e commerciali di Cuba con la comunità internazionale.

4.1 Danni a entità cubane.

Nel periodo analizzato, le ripercussioni sulle entità cubane nelle loro relazioni commerciali con i paesi terzi hanno continuato ad intensificarsi, in particolare mediante la chiusura di conti bancari, l’impossibilità di effettuare transazioni per il pagamento o la riscossione di servizi e l’annullamento di contratti commerciali.

Eccone alcuni esempi:

Il 25 aprile 2019, il gruppo Air France KLM ha comunicato la sua decisione di sospendere l’accordo con Cubana de Aviación, in vigore dal 18 giugno 2018, che consentiva alla compagnia aerea cubana di effettuare prenotazioni ed emettere biglietti Air France-KLM. L’argomento utilizzato per giustificare la sospensione di detto accordo è stato che Cubana de Aviación faceva parte dell’elenco dei sanzionati dell’OFAC. Questa decisione è entrata in vigore il 9 giugno 2019.

A maggio 2019, è stato appreso che l’entità Petrobras Uruguay ha rifiutato di rispondere a una richiesta di Cubana de Aviación, sostenendo che non era autorizzata a svolgere operazioni con società sanzionate dall’OFAC.

A maggio 2019, è stato appreso che a Viajes Falabella, un partner di HAVANATUR in Argentina, Cile ed altri mercati, sono stati imposti limiti per la commercializzazione diretta o indiretta degli hotel cubani inclusi nella Lista delle entità cubane soggette a restrizioni.

A giugno 2019, è stato appreso che l’International Air Transport Association (IATA - Organizzazione internazionale delle compagnie aeree) ha sospeso il servizio BSP per tre uffici di HAVANATUR e Cubana de Aviación in Messico, Italia e Francia, a causa della posizione della banca francese BNP Paribas, che gestisce tutti i servizi bancari e di corrispondenza associati a questo servizio. Il BSP è un sistema di riscossioni e pagamenti relativi alla prenotazione di biglietti aerei tra agenzie di viaggio e compagnie aeree in tutto il mondo.  

Il 26 giugno 2019, la compagnia aerea francese Air Caraïbes ha informato Cubana de Aviación della decisione di annullare l’accordo di code-share tra le due compagnie aeree. L’argomento utilizzato è stato l’attuale politica statunitense contro Cuba, che riguarda i voli effettuati da Air Caraïbes verso gli Stati Uniti con aerei Airbus, che utilizzano parti e componenti statunitensi.

Il 23 ottobre 2019, la compagnia aerea Cubana de Aviación è stata informata della chiusura dei contratti di noleggio di aeromobili da parte di società di paesi terzi, a seguito delle misure di inasprimento del blocco annunciate dal Dipartimento del Commercio il 18 ottobre dello stesso anno. Di conseguenza, la compagnia cubana è stata costretta a cancellare i voli verso varie destinazioni nazionali e internazionali. Per questo motivo, fino al 31 dicembre 2019 sono rimasti a terra circa 40.000 potenziali passeggeri.

Il 23 ottobre 2019, la compagnia di navigazione COSCO, con sede in un paese asiatico, ha sospeso tutte le spedizioni a Cuba, sostenendo come causa le restrizioni del blocco. Ciò ha generato un grave impatto economico sulla società MEDICUBA, che aveva contratto un gran numero di container con quella compagnia di navigazione, per cui è stata costretta a cercare qualche alternativa di spedizione, con i relativi costi aggiuntivi.  

Il 13 novembre 2019, la società TRIVAGO, una società tecnologica specializzata in servizi e prodotti relativi a hotel e alloggi, con sede a Dusseldorf, in Germania, ha eliminato tutte le strutture alberghiere cubane dalle loro piattaforme di ricerca su Internet, a causa delle normative imposte dal blocco su Cuba. TRIVAGO è stato oggetto di un’azione collettiva (insieme a EXPEDIA, BOOKING e MELIÁ) ai sensi del titolo III della legge Helms-Burton.

Il 10 dicembre 2019, è stato appreso che la società spagnola Aceros Inoxidables OLARRA S.A. ha deciso di interrompere l’acquisto di prodotti cubani di nichel. Questa decisione è stata motivata dall’aumento delle esportazioni di questa società verso il mercato statunitense e dalle attuali restrizioni alle importazioni negli Stati Uniti di prodotti con componenti di origine cubana.

4.2. Altri effetti extraterritoriali. 

All’inizio del 2019, la piattaforma di pagamento online WePay, attraverso il sito Web GoFundMe, ha congelato i soldi di un cittadino canadese che stava cercando di rimpatriare il corpo di suo padre, morto improvvisamente a Cuba, sotto il pretesto dei regolamenti imposti dal blocco.

Il 1° aprile 2019, l’entità panamense Multibank ha chiuso un numero indeterminato di conti bancari di società panamesi e non solo, per commerciare o intrattenere rapporti con Cuba, tra cui il corrispondente dell’agenzia Prensa Latina. Le autorità di Multibank hanno affermato che la detta misura rispondeva ad “un aggiornamento della propria politica interna e delle linee di attività”.

Il 16 aprile 2019, è stato appreso che la National Bank of Canada (NABACAN) ha comunicato alle banche cubane che non era più in grado di effettuare nuovi pagamenti in euro. L’entità ha affermato che il suo corrispondente, la banca spagnola BBVA, stava restituendo i pagamenti per operazioni relative a Cuba a causa del rischio di sanzioni da parte degli Stati Uniti.

Il 7 maggio 2019, è stato appreso che la Bank of Nova Scotia (Scotiabank) ha inviato una comunicazione scritta alla società giamaicana FREEFORM FACTORY LTD. per informarla che nel giro di un mese doveva chiudere il conto che riceveva pagamenti (in dollari canadesi) da società cubane a titolo di esportazioni. La motivazione data è stata il sistema di misure economiche applicate dagli Stati Uniti contro Cuba.  

Il 16 giugno 2019, è stato appreso il divieto di attracco nei porti cubani della Crociera per la pace. Le restrizioni imposte dal governo degli Stati Uniti contro le crociere hanno impedito l’ingresso nel paese di questa imbarcazione statunitense. La nave trasportava aiuti per le vittime del tornado che colpì L’Avana il 27 gennaio dello stesso anno.

A giugno 2019, la maggior parte delle azioni della società Kiwi.com (motore di ricerca e venditore di biglietti aerei su Internet) sono state acquistate dalla società nordamericana GENERAL ATLANTIC. Da quel momento, la destinazione Cuba è scomparsa dalle sue offerte.

Tra agosto e novembre 2019, sono state parecchie le banche in Austria, Bulgaria, Danimarca, Slovacchia, Spagna, Francia, Italia e Svezia ad annunciare l’immediata cancellazione dei servizi di incasso tramite bancomat alle ambasciate e ai consolati cubani in quei paesi. In generale, le motivazioni addotte per giustificare questa decisione sono state le istruzioni da MASTERCARD e VISA per annullare i contratti con entità cubane. A causa di questa limitazione, le ambasciate e i consolati cubani nei suddetti paesi non possono ricevere fondi attraverso le transazioni realizzate con carte VISA e MASTERCARD, il che ostacola la prestazione e la fatturazione dei servizi.

Ad agosto 2019, la società SQUARE CANADA ha informato i proprietari della caffetteria Toronto Little Havana che non potevano continuare ad utilizzare la sua piattaforma di pagamento, a causa delle preoccupazioni della banca JPMorgan Chase, incaricata di espletare i pagamenti dell’azienda, sul fatto che vendevano bevande a base di caffè cubano.

Il 22 agosto 2019, la banca ecuadoriana Produbanco ha rifiutato di realizzare i trasferimenti a Cuba corrispondenti al pagamento dall’Università Metropolitana a Servizi medici cubani (CSMC, S.A.), per via delle sanzioni statunitensi contro Cuba.

Dalla fine di agosto 2019, la banca svizzera PostFinance ha cessato le operazioni finanziarie verso Cuba, senza alcun annuncio ufficiale al riguardo o comunicazione preventiva ai suoi clienti, i quali sono venuti a conoscere la decisione presa quando sono andati a far uso dei servizi per realizzare alcune operazioni con il nostro paese. Successivamente, PostFinance ha annunciato la chiusura del canale di pagamento a Cuba dal 1° settembre 2019, a causa dell’inasprimento delle sanzioni statunitensi contro l’Isola e del potenziale rischio di essere esclusi dal traffico dei pagamenti internazionali, in caso di mantenimento delle relazioni commerciali. In una comunicazione scritta rilasciata dalla stampa svizzera, PostFinance affermava che sebbene in quanto banca svizzera non fosse direttamente soggetta alla legislazione statunitense, partecipava alle operazioni di pagamento globali e dipendeva da una rete di banche corrispondenti, nonché dall’accesso a operazioni di pagamento in dollari USA, riconoscendo così che la legge statunitense ha "in un certo senso" un effetto extraterritoriale.  

Il 5 settembre 2019, la banca olandese Rabobank ha informato l’ambasciata cubana nei Paesi Bassi della risoluzione del contratto del terminal PIN per il pagamento dei servizi consolari. Inoltre, ha notificato la decisione della società MASTERCARD di non più offrire alcun tipo di transazione tramite PIN all’Ambasciata, misure giustificate dalla necessità di agire in conformità con le sanzioni internazionali imposte dall’OFAC.  

Il 30 settembre 2019, è stato appreso che la società di traslochi ALLIED PICKFORDS a Wellington, in Nuova Zelanda, ha rifiutato di offrire i suoi servizi a due funzionari cubani che finivano la loro missione diplomatica. L’entità neozelandese, la cui sede centrale si trova in Illinois, ha affermato che a causa delle normative statunitensi potrebbe essere esposta a sanzioni.

Il 25 ottobre 2019, la società WESTERN UNION CANADA ha reso nota la propria decisione di limitare l’ammontare delle rimesse che possono essere inviate da quel paese a Cuba, in base alle misure restrittive annunciate dal governo degli Stati Uniti.

Il 25 dicembre 2019, la società internazionale HYVE Group, con sede a Londra, ha rifiutato di contrarre lo stand cubano per la Fiera internazionale del turismo di Istanbul, alla quale il nostro paese ha partecipato durante anni. La società, responsabile di tutti i contratti e degli stand della fiera, ha dichiarato di non poter fornire i propri servizi a causa dell’intensificazione delle sanzioni globali e del divieto di effettuare operazioni con Cuba, dato che l’isola fa parte della lista di paesi sanzionati.   

A dicembre 2019, è stato appreso che la filiale della Travelex Bank di San Paolo ha deciso di terminare tutte le operazioni finanziarie con Cuba dato che che la propria sede centrale a Londra aveva ordinato di cessare i rapporti con tutti i paesi soggetti alle sanzioni statunitensi.

Il 16 gennaio 2020, la Banca eurasiatica di sviluppo ha inviato due lettere all’ambasciata cubana in Kazakistan, tramite le quali riferiva il rifiuto di aprire un conto bancario per la missione cubana nella valuta nazionale kazaka. La banca ha sostenuto che, data l’inclusione di Cuba nella lista dei sanzionati dall’OFAC, sussistevano rischi di sospensione dei pagamenti o blocchi di fondi e di sospensione dei rapporti tra la Banca Euroasiatica e i suoi corrispondenti statunitensi.

Il 13 febbraio 2020, è stato appreso che i cittadini cubani residenti in Canada vanno spesso incontro a limitazioni e difficoltà per inviare rimesse alle loro famiglie a Cuba attraverso la società di servizi finanziari e di comunicazione WESTERN UNION Canada, di cui alcuni uffici hanno riferito che non avrebbero effettuato ulteriori trasferimenti di denaro a Cuba, mentre altri hanno accettato di inviare rimesse solo ai familiari e limitato le stesse a 300 dollari mensili. Tali restrizioni sono scaturite dalle misure adottate dal governo degli Stati Uniti in ottobre 2019.  

5. Rifiuto universale al blocco

5.1 Opposizione negli Stati Uniti.  

La politica di blocco economico, commerciale e finanziario genera il rifiuto di vari settori della società statunitense e di parecchie personalità e organizzazioni all’interno di quel paese. I rappresentanti dei settori agricolo, culturale, accademico e commerciale non solo hanno chiesto la revoca delle sanzioni contro Cuba, ma hanno anche intrapreso importanti azioni di influenza nei settori esecutivo e legislativo per la fine di questa politica.

Nonostante la rete di misure progettate dal governo degli Stati Uniti per nuocere allo sviluppo economico e sociale del popolo cubano, molti statunitensi hanno compiuto sforzi significativi per contribuire al miglioramento delle relazioni bilaterali.

Numerose sono state le richieste inoltrate al Presidente degli Stati Uniti affinché, nell’uso dei suoi poteri esecutivi, ponga fine al blocco, nel contesto della lotta contro la pandemia di COVID-19.  

Di seguito sono riportati alcuni esempi di opposizione al blocco all’interno degli Stati Uniti nel periodo in esame:

  • Il 17 aprile 2019 Collin Laverty e James Williams, presidenti delle organizzazioni Cuba Educacional Travel e Engage Cuba, rispettivamente, hanno pubblicato dichiarazioni contro il blocco lo stesso giorno in cui le nuove misure contro Cuba sono state annunciate dal Dipartimento di Stato.
  • Il 23 aprile 2019 l’Ufficio relazioni con il governo della Chiesa episcopale degli Stati Uniti d’America ha fatto parte della propria preoccupazione concernente le misure dell’amministrazione Trump in merito al titolo III della legge Helms-Burton, alla limitazione della quantità di rimesse e all'imposizione di nuove restrizioni di viaggio.
  • Il 22 aprile 2019 l’organizzazione Cuban Americans for Engagement (CAFE), ha pubblicato attraverso i suoi account sui social media una lettera aperta indirizzata al Segretario di Stato Michael R. Pompeo e ad altri funzionari del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti per esprimere il proprio rifiuto alle sanzioni imposte dall’amministrazione Trump contro Cuba.
  • Il 22 aprile 2019 l'organizzazione Cuba Study Group ha rilasciato una dichiarazione ufficiale di rifiuto alle misure contro Cuba annunciate dall’allora consigliere per la sicurezza nazionale, John Bolton.
  • Il 23 aprile 2019 le organizzazioni di immigrati cubane nella città di Miami hanno inviato una lettera a Papa Francesco chiedendo che il governo degli Stati Uniti cessasse le sue politiche aggressive contro Cuba.
  • Il 26 aprile 2019 il Consiglio Nazionale delle Chiese di Cristo negli Stati Uniti e il Consiglio delle Chiese di Cuba, attraverso una dichiarazione congiunta, hanno ribadito la loro volontà di lavorare insieme per porre fine al blocco imposto da Washington. Entrambi i consigli hanno espresso la loro opposizione alla decisione del governo degli Stati Uniti di revocare la sospensione del titolo III della legge Helms-Burton e hanno condannato le limitazioni e le restrizioni sull’invio di rimesse.
  • Il 30 aprile 2019 il deputato democratico dell’Illinois Bobby L. Rush ha reintrodotto nella Camera dei rappresentanti il ​​progetto intitolato “Legge di normalizzazione delle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba”, che eliminerebbe le restrizioni commerciali e gli ostacoli agli scambi commerciali e ai viaggi.
  • Il 30 aprile 2019, in un’intervista per il podcast Pod Save the World, la direttrice per Cuba dell’Ufficio di Washington per l’America Latina (WOLA), Marguerite Rose Jiménez, ha fatto riferimento ai danni causati dall’escalation di politiche aggressive contro Cuba e ha avvertito che queste causeranno maggiori sofferenze ai cubani.
  • Il 14 maggio 2019, il senatore democratico del Colorado, Michael Bennet, ha reintrodotto al Senato il progetto di legge sull’espansione delle esportazioni a Cuba, intitolato “Legge sull’espansione delle esportazioni agricole del 2019”. Il testo consentirebbe a una persona soggetta alla giurisdizione degli Stati Uniti di fornire pagamenti o finanziamenti per la vendita di prodotti agricoli a Cuba.
  • Il 14 maggio 2019, Randy Veach, presidente dell’Ufficio agricolo dell’Arkansas; Andrew Grobmyer, vicepresidente esecutivo del Consiglio agricolo dell’Arkansas; e Jeff Rutledge, presidente della Federazione del riso dell’Arkansas; hanno espresso il loro sostegno al progetto di legge sull’espansione delle esportazioni agricole a Cuba.
  • Il 21 maggio 2019, si è tenuto in una sala del Congresso degli Stati Uniti il “Vertice commerciale degli Stati Uniti e di Cuba: opportunità e sfide per gli impegni commerciali”, organizzato dal Consiglio economico e dalla Camera di commercio.  
  • Il 23 maggio 2019, l’agenzia di viaggi Cuba Educational Travel (CET) ha pubblicato un sondaggio sull’impatto delle misure statunitensi sul settore privato, mostrando la preoccupazione di questo settore per la riduzione dei turisti provenienti dagli Stati Uniti e l’inasprimento delle sanzioni contro Cuba.
  • Il 5 giugno 2019, l’attuale presidente dell’Ufficio di Washington per l’America Latina (WOLA), Geoff Thale, ha rilasciato una dichiarazione in risposta all’annuncio di nuove restrizioni sui viaggi a Cuba, tramite la quale qualificava la decisione come un “movimento vendicativo che non fa altro che infliggere le libertà dei cittadini statunitensi, danneggiare la stessa industria dei viaggi, cercare di danneggiare l’economia cubana e punire il popolo cubano”. Thale ha invitato il Congresso ad intervenire per difendere i diritti del popolo degli Stati Uniti e sostenere una politica di compromesso con Cuba.
  • Il 6 giugno 2019, la deputata democratica della Florida Debbie Mucarsel-Powell ha definito le modifiche normative relative a Cuba come una politica imperfetta che “spinge nella direzione sbagliata, separa le famiglie e danneggia il popolo cubano”.
  • A giugno 2019 l’American Society of Trade Agences (ASTA - Associazione delle agenzie di viaggio statunitensi) ha criticato le misure dell’amministrazione Trump di sospendere i viaggi di navi da crociera a Cuba. Tramite dichiarazione, questa organizzazione ha affermato: “Invece di chiudere le porte a questo mercato, distante a solo novanta miglia dalle nostre coste, chiediamo ai decisori politici di attuare le leggi che una volta per tutte eliminino il divieto di recarsi a Cuba (...) Continueremo a sostenere la libertà di viaggiare a Cuba e speriamo che un giorno questo sogno diventi realtà”.
  • Tra il 4 e il 5 giugno 2019, varie compagnie di crociera e vari gruppi di pressione hanno pubblicato comunicazioni individuali respingendo le modifiche normative annunciate dai dipartimenti del Tesoro e del Commercio contro Cuba. Sono state registrate dichiarazioni rilasciate da diverse entità tra cui l’International Association for Cruise Lines (CLIA), Norwegian Cruise, Carnival Cruise Lines, Royal Caribbean, Engage Cuba, Cuba Educational Travel, Center for Democracy in the Americas (CDA) e l’Ufficio di Washington per l’America Latina (WOLA). Inoltre, altre tante si sono fatte sentire tramite i social network, tra cui Cuban American for Engagement (CAFE), CubaOne Foundation, Cuba Study Group e il direttore di quest’ultima, Ricardo Herrero.  
  • Il 25 luglio 2019 il deputato democratico del Massachusetts, James McGovern, ha presentato alla Camera dei rappresentanti il ​​progetto di Legge sulla libertà di viaggio a Cuba, che eliminerebbe tutte le restrizioni ai viaggi imposte dal blocco. Il 27 luglio 2019, il senatore democratico del Vermont Patrick Leahy ha presentato una risoluzione simile al Senato degli Stati Uniti. Ad oggi, i testi hanno rispettivamente 48 e 47 cosponsori.
  • Tra il 2 e il 4 agosto 2019, l’organizzazione Democratic Socialists of America (DSA) ha approvato una risoluzione a sostegno di Cuba nel quadro della sua Convenzione nazionale tenutasi ad Atlanta, USA. Come parte di questo testo, la DSA ha condannato il blocco imposto a Cuba dagli Stati Uniti, la presenza statunitense nella baia di Guantanamo e tutti i tipi di sanzioni che minano l’autodeterminazione del popolo cubano.
  • Il 17 settembre 2019, il consiglio comunale di Meridian, Michigan, ha approvato una risoluzione a sostegno della fine del blocco statunitense contro Cuba in quanto sarebbe favorevole per le economie di entrambi i paesi e “eliminerebbe le barriere tra cubani e statunitensi, espandendo relazioni diplomatiche, viaggi e accordi e offrendo un’opportunità per tutti i cittadini a scoprire e ricollegare gli interessi reciproci”. Il testo indica il sostegno di questo Consiglio ai progetti di legge del Congresso relativi alla libertà di commercio e dei viaggi a Cuba.
  • Il 23 ottobre 2019, il senatore democratico del Vermont Patrick Leahy ha rilasciato un comunicato stampa in cui criticava la politica del presidente Donald Trump nei confronti di Cuba e sosteneva la fine delle restrizioni di viaggio, considerandole negative per il popolo cubano e per i diritti degli statunitensi.
  • Il 25 ottobre 2019, il deputato democratico del Massachusetts James P. McGovern ha criticato in un comunicato stampa la restrizione dei voli regolari per Cuba. Il deputato ha affermato: “È assurdo che questa amministrazione porti via la libertà degli statunitensi di viaggiare dove vogliono. I nostri disaccordi con il governo cubano devono essere gestiti attraverso la diplomazia e il dialogo (...) Questa amministrazione dovrebbe dedicare meno tempo a invertire il lascito del presidente Obama e più tempo a capire perché il divieto di viaggio e altre restrizioni di viaggio sono state un colossale fallimento, a cui dovrebbe porsi termine il più presto possibile”.
  • Il 25 ottobre 2019, le organizzazioni Center for Democracy in the Americas (CDA), Cuba Study Group, Engage Cuba, Latin American Working Group (LAWG), OXFAM e l’Ufficio di Washington per l’America Latina (WOLA), hanno rilasciato una dichiarazione congiunta che respinge le restrizioni di volo annunciate lo stesso giorno dal Dipartimento dei trasporti. La dichiarazione sollecita inoltre il Congresso a passare la legge sulla libertà di viaggio a Cuba.
  • Il 26 ottobre 2019, la Fondazione per la normalizzazione delle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba (ForNorm) ha rilasciato una dichiarazione che condanna il divieto di voli verso nove aeroporti a Cuba, affermando che questa misura cerca di rendere la vita più difficile per i cubani.
  • Il 26 ottobre 2019, la deputata democratica per la California, Barbara Lee, ha criticato su Twitter le restrizioni sui voli per Cuba. La deputata ha affermato che “La cancellazione dei voli per Cuba da parte di Trump è un altro tentativo di distruggere qualsiasi relazione tra i nostri paesi. Queste politiche arretrate e isolazioniste danneggeranno allo stesso modo i cubani e gli statunitensi”.
  • Il 26 ottobre 2019, il deputato democratico del Vermont Eliot Engel ha criticato su Twitter le restrizioni sui voli per Cuba. Engel ha dicchiarato che si trattava di una “decisione miope che danneggerà il popolo cubano e le sue famiglie negli Stati Uniti”.
  • Il 28 ottobre 2019, l’organizzazione statunitense Cooperazione in educazione medica con Cuba (MEDICC, per le sigle in inglese) ha criticato in un comunicato stampa le misure per limitare i viaggi a Cuba. William Keck, direttore esecutivo di questa organizzazione, ha dichiarato che la misura ostacolerà la cooperazione medica tra Cuba e gli Stati Uniti.
  • Il 1° novembre 2019 undici senatori statunitensi hanno inviato una lettera a Mike Pompeo ed Elaine Chao, rispettivamente Segretari di Stato e dei trasporti, opponendosi alla decisione di sospendere i voli delle compagnie aeree statunitensi dagli Stati Uniti a nove aeroporti cubani. Nella lettera, questa misura viene classificata come “un altro passo indietro per i popoli di Cuba e degli Stati Uniti” e viene anche criticato l’approccio adottato dal presidente Trump nei confronti di Cuba, poiché questo “ha gravemente danneggiato le società, gli agricoltori e i cittadini cubani e statunitensi, senza riuscire a raggiungere alcun obiettivo della politica estera o della sicurezza nazionale degli Stati Uniti”.

Il testo è stato firmato dalla senatrice Amy Klobuchar (democratica per il Minnesota); Elizabeth Warren (democratica per il Massachusetts); Patrick Leahy (democratico per il Vermont); Chris Van Hollen (democratico per il Maryland); Tom Udall (democratico per il Nuovo Messico); Tammy Duckworth (democratico per l’Illinois); Sheldon Whitehouse (democratico per Rhode Island); Jack Reed (democratico per Rhode Island); Ron Wyden (democratico per l’Oregon); Jeanne Shaheen (democratica per il New Hampshire) e Chris Murphy (democratico per il Connecticut).

 

  • Il 9 novembre 2019, la coalizione U.S Hands Off Venezuela South Florida ha sponsorizzato un evento a Miami intitolato “No al blocco contro Cuba!”, volto a condannare questa politica statunitense. Hanno preso parte all’evento le organizzazioni Alianza Martiana, Fondazione per la normalizzazione delle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba (ForNorm), tra le altre comunità ed entità locali.

 

  • Il 20 novembre 2019, il senatore democratico del Vermont, Patrick Leahy, ha sottolineato in una dichiarazione l’importanza del riavvicinamento tra Cuba e gli Stati Uniti e ha espresso la propria opposizione alle restrizioni di viaggio imposte dal governo di Donald Trump . Ha anche affermato che Cuba è l’unico paese al mondo in cui gli statunitensi non possono viaggiare liberamente “perché apparentemente il presidente Trump ritiene che sia sua la prerogativa di poter dire agli statunitensi dove possono viaggiare e spendere i propri soldi”. Il senatore ha inoltre fatto riferimento alla necessità di ripristinare il normale funzionamento degli uffici consolari a beneficio dei cittadini di entrambi i paesi.

 

  • Il 28 novembre 2019, diversi leader religiosi statunitensi hanno inviato una lettera al presidente Donald Trump in cui hanno condannato la battuta d’arresto delle relazioni bilaterali e hanno affermato che le sanzioni imposte a Cuba dal 1960 non hanno avuto alcun beneficio. In particolare, hanno chiesto la revoca delle restrizioni ai viaggi e alle rimesse, la sospensione dell’applicazione del titolo III della legge Helms-Burton e il riavvio dei servizi consolari presso l’ambasciata degli Stati Uniti.
  • Il 10 dicembre 2019, l’organizzazione Engage Cuba ha espresso via Twitter la propria opposizione all’entrata in vigore della sospensione dei voli diretti tra gli Stati Uniti e Cuba, ad eccezione dell’aeroporto "José Martí" di L’Avana, affermando che questa misura era negativa sia per gli statunitensi che per i cubani, e che solo risultava positiva per i politici oltranzisti contro il riavvicinamento con Cuba.
  • Il 16 dicembre 2019, Emily Mendrala, direttrice esecutiva di Center for Democracy in the Americas (CDA), ha descritto come "doloroso" il ritorno del governo Trump alle politiche isolazioniste riguardanti Cuba. Mendrala ha affermato che “sia i cubani che gli statunitensi meritano un approccio protetto dai capricci della politica interna degli Stati Uniti” e ha anche sollecitato il Congresso a prendere provvedimenti per approvare le leggi che garantiscano la libertà degli statunitensi di recarsi a Cuba.
  • Il 17 dicembre 2019, la deputata democratica per la California, Barbara Lee, ha espresso nel suo account Twitter che il governo Trump ha invertito i progressi compiuti tra Cuba e gli Stati Uniti, portando pregiudizi tanto al popolo cubano come a quello statunitense.
  • Il 10 gennaio 2020, diverse organizzazioni statunitensi tra cui il Center for Democracy in the Americas (CDA), Engage Cuba, l’Ufficio di Washington per l’America Latina (WOLA), Latin American Working Group (LAWG) e Oxfam America, hanno rilasciato una dichiarazione congiunta di condanna alle restrizioni sui voli charter per Cuba e in favore dell’approvazione di una legge sulla libertà di viaggio.
  • Il 10 gennaio 2020, la deputata democratica della Florida, Kathy Castor, nel suo account Twitter ufficiale si è dicchiarata opposta alle restrizioni sui voli charter per Cuba e ha affermato che le famiglie della comunità di origine cubana sarebbero le più colpite da questa misura.
  • L’11 gennaio 2020, l’organizzazione D.C. Metro Coalition ha tenuto a Washington l’evento “US Hands Off Cuba (USA, giù le mani da Cuba)”, che aveva lo scopo di mostrare solidarietà con la Rivoluzione cubana e condannare il blocco degli Sati Uniti contro l’Isola.
  • L’11 gennaio 2020, l’organizzazione di immigrati cubani Alianza Martiana ha condannato in dichiarazione ufficiale la sospensione dei voli charter per varie destinazioni a Cuba, ad eccezione di L’Avana.
  • L’8 febbraio 2020, l’organizzazione Alianza Martiana ha organizzato una carovana di oltre un centinaio di veicoli a Miami, con l’obiettivo di difendere la libertà di viaggio a Cuba e condannare le restrizioni imposte dal governo di Donald Trump a questo settore. A questa iniziativa hanno preso anche parte le organizzazioni Lega di difesa cubanoamericana, Cuban Americans for Engagement (CAFE), Puentes Cubanos, Fondazione per la normalizzazione delle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba (ForNorm) e U.S. Hands Off Venezuela South Florida.
  • Il 6 marzo 2020, il presidente della Chiesa episcopale statunitense, il vescovo Michael Curry, ha dichiarato che questa istituzione confessionale manterrà la sua opposizione alla politica di blocco.
  • Il 19 marzo 2020, Carlos Lazo, professore e cittadino cubano-americano, ha inoltrato al presidente Donald Trump una petizione online sulla piattaforma Change.org per chiederli la revoca delle restrizioni contro Cuba durante la pandemia di COVID-19.
  • Il 26 marzo 2020, il Consiglio nazionale delle Chiese di Cristo negli Stati Uniti e il Consiglio cubano delle Chiese hanno rilasciato una dichiarazione congiunta chiedendo la fine immediata del blocco statunitense.
  • Il 26 marzo 2020, le organizzazioni Caribbean Educational and Baseball Foundation (CEBF), Center for Democracy in the Americas (CDA), Cuba Educational Travel (CET), Cuba Study Group, Engage Cuba, Latin American Working Group, National Foreign Trade Council (NFTC) e l’Ufficio di Washington per l’America Latina (WOLA) hanno firmato una dichiarazione ufficiale congiunta in cui si chiedeva la sospensione delle sanzioni a Cuba per facilitare le forniture umanitarie e mediche nell’ambito della pandemia di COVID-19.
  • Il 27 marzo 2020, il rappresentante democratico per lo stato del Massachusetts, Jim McGovern, ha scritto un messaggio su Twitter in cui ha dicchiarato di sostenere tutti coloro che hanno chiesto agli Stati Uniti di sospendere le sanzioni contro Cuba per facilitare gli aiuti umanitari nel contesto della pandemia di COVID-19.
  • Il 29 marzo 2020, John McAuliff, direttore esecutivo del Fondo per il riavvicinamento e lo sviluppo, ha scritto una lettera all’Incaricata d’affari di L’Avana, Mara Tekach, in cui incoraggiava lo sviluppo di una cooperazione tra Cuba e gli Stati Uniti di fronte alla pandemia e la sospensione delle sanzioni unilaterali contro Cuba e altri paesi.
  • Il 31 marzo 2020, l’accademico statunitense Peter Kornbluh ha pubblicato un articolo di opinione sulla rivista The Nation, in cui si mostrava a favore della fine del blocco su Cuba e chiedeva la cooperazione internazionale di fronte alla pandemia di COVID-19.
  • Il 2 aprile 2020, Brian Armas Lauzán, cittadino statunitense di origine cubana, ha avviato una petizione sulla piattaforma Change.org, indirizzata al Senato e alla Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, per richiedere la fine del blocco statunitense contro Cuba ed esaltare il lavoro internazionalista dell’Isola nel contesto della pandemia di COVID-19.
  • Il 5 aprile 2020, il regista americano Oliver Stone e il professore di diritti umani internazionali presso la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Pittsburgh, Daniel Kovalik, hanno chiesto in un articolo del New York Daily News la fine delle “sanzioni terribilmente crudeli” dell’amministrazione Trump contro Cuba e altri paesi nel bel mezzo della pandemia di COVID-19.
  • Il 9 aprile 2020, il legislatore di New York José Rivera ha presentato al Congresso di stato una risoluzione che sostiene la fine del blocco contro Cuba.
  • Il 14 aprile 2020, la Fondazione per la normalizzazione delle relazioni tra gli Stati Uniti e Cuba (ForNorm) ha pubblicato sulla piattaforma Change.org una petizione indirizzata al Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti, tramite la quale richiede l’immediata sospensione delle sanzioni economiche contro Cuba nel contesto della pandemia di COVID-19.
  • Il 28 aprile 2020, l’Associazione culturale José Martí, appartenente all’organizzazione di immigrati cubani negli Stati Uniti, Alianza Martiana, ha pubblicato un messaggio che chiede la fine immediata della politica di blocco e ratificato il proprio sostegno al popolo cubano.
  • Il 5 maggio 2020, il senatore democratico del Vermont Patrick Leahy e il deputato democratico del Massachusetts James McGovern, insieme ad altri 25 legislatori, hanno inviato una lettera a Mike Pompeo e Steven Mnuchin, Segretari di Stato e del Tesoro rispettivamente, per instare entrambi i funzionari a confermare che nonostante il blocco non ci fossero impedimenti all’invio a Cuba di attrezzature mediche, cibo, articoli umanitari e informazioni concernenti la salute pubblica.
  • Il 5 maggio 2020, il Consiglio comunale di Richmond, California, ha approvato all’unanimità una risoluzione che chiede la revoca delle restrizioni alla collaborazione medica e scientifica tra Cuba e gli Stati Uniti, nel contesto della lotta contro la pandemia di COVID-19.
  • Il 7 maggio 2020, l’organizzazione DC Metro Coalition in Solidarity with the Cuban Revolution ha organizzato una manifestazione di fronte all’ambasciata cubana nella capitale degli Stati Uniti per condannare l’attacco terroristico contro la sede diplomatica e richiedere la revoca delle sanzioni imposte dal governo statunitense.

5.2 Opposizione della comunità internazionale.

Durante il periodo in esame, il rifiuto di vari attori del sistema internazionale al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dal governo degli Stati Uniti contro Cuba è aumentato, dovuto al marcato inasprimento di questa politica e, in particolare, della sua componente extraterritoriale, che si torna più evidente da misure quali la decisione di attivare il titolo III della legge Helms-Burton da maggio 2019.

Nell’attuale contesto di lotta contro la pandemia di COVID-19, molte sono state le voci al mondo che hanno condannato questa politica, dal momento in cui il suo impatto diventa molto più doloroso in questa situazione di crisi sanitaria internazionale.

Di seguito vengono elencati alcuni esempi di rifiuto al blocco da parte della comunità internazionale:

  • Il 29 aprile 2019, il collettivo ALBA-TCP Francia ha espresso la sua solidarietà con Cuba di fronte all’inasprimento del blocco imposto dagli Stati Uniti sull’Isola per quasi 60 anni. In una dichiarazione pubblicata dalla suddetta organizzazione, si afferma il proprio categorico rifiuto all’intenzione di applicare il titolo III della legge Helms-Burton dal 2 maggio 2019, e la condanna della “nuova ingerenza” e dell’applicazione da parte del governo degli Stati Uniti di leggi extraterritoriali che mirano ad ostacolare lo sviluppo di Cuba.
  • Il 15 maggio 2019, i ministri degli Affari esteri della Comunità degli Stati dei Caraibi (CARICOM), riuniti a Granada, hanno concordato nel comunicato finale della XXII riunione del Consiglio sulle relazioni estere e comunitarie: “ribadire il sostegno costante della Comunità (di CARICOM) alla necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti contro Cuba”.
  • Il 16 maggio 2019, la Rete di intellettuali, artisti e movimenti sociali in difesa dell’umanità (REDH) si è unita al rifiuto della comunità internazionale contro la decisione del governo degli Stati Uniti di intensificare il blocco economico, commerciale e finanziario contro Cuba. Attraverso una dichiarazione pubblicata sul suo sito Web, la Rete ha lanciato un’appello urgente a tutte le forze progressiste e all’opinione pubblica mondiale a mobilitarsi contro la legge Helms-Burton, definendola un affronto a Cuba, all’America Latina e all’intero mondo, che tralascia il principio elementare della sovranità dei paesi.
  • Il 22 maggio 2019, il Consiglio dei ministri del Gruppo degli Stati dell'Africa, dei Caraibi e del Pacifico (ACP) ha adottato, durante la sua 109a sessione, una dichiarazione contro il blocco degli Stati Uniti contro Cuba. Il testo approvato esprime il pieno sostegno e la solidarietà dei membri ACP con il popolo e il governo cubani, esprimendo al contempo la loro profonda preoccupazione e rifiuto concernenti l’attivazione del titolo III della legge Helms Burton e la sua portata extraterritoriale; ed esortando inoltre il governo degli Stati Uniti a porre fine al blocco e a riconoscere che ciò costituisce il principale ostacolo all’attuazione da parte di Cuba dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile.
  • Il 14 giugno 2019, durante la VI riunione dei ministri degli Esteri Cuba-CARICOM, tenutasi a Georgetown, in Guyana, è stata adottata una dichiarazione finale che rifiuta l’imposizione di misure coercitive unilaterali e sollecita il governo statunitense di porre fine al blocco, immediatamente e senza condizioni. Il documento riconosce l’inasprimento della natura extraterritoriale di questa politica e la persecuzione delle transazioni finanziarie cubane. Inoltre, vengono denunciate l’applicazione del titolo III della legge Helms-Burton e altre misure unilaterali imposte dal governo degli Stati Uniti contro Cuba, che rafforzano il blocco e violano in modo flagrante il Diritto internazionale, minando al contempo la sovranità e gli interessi di terzi.
  • Il 15 luglio 2019, l’allora relatore speciale dell’Onu sull’impatto negativo delle misure coercitive unilaterali e l’accesso ai diritti umani, Idriss Jazairy, ha presentato una relazione su questo argomento all’Assemblea generale delle Nazioni Unite dove riferisce che queste misure coercitive unilaterali di portata extraterritoriale sono quasi universalmente respinte in quanto contrarie al diritto internazionale, come evidenziato dalla risoluzione 73/8 dell’Assemblea generale, in merito alla necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli Stati Uniti d'America contro Cuba.
  • Nel dibattito generale della 74a sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, svoltasi tra il 24 e il 30 settembre 2019, i dignitari di quarantatre paesi, tra cui diciannove capi di stato e di governo, hanno denunciato il blocco imposto dagli Stati Uniti contro Cuba e hanno sostenuto la sua immediata revoca. In tre di questi interventi sono stati inclusi i ringraziamenti alla collaborazione medica cubana.
  • Nella dichiarazione finale del XVIII Vertice dei Capi di Stato e di governo del Movimento dei paesi non allineati (NAM), tenutosi a Baku, in Azerbaigian, il 25 e 26 ottobre 2019, è stata inclusa una forte condanna del blocco, nonché della legge Helms-Burton e delle altre misure e aggressioni svolte dal governo degli Stati Uniti contro Cuba.
  • Il 7 novembre 2019, l’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato, per la ventottesima volta consecutiva, la risoluzione “Necessità di porre fine al blocco economico, commerciale e finanziario imposto dal governo degli Stati Uniti d'America contro Cuba”, con il voto favorevole di 187 Stati membri.
  • Durante il dibattito e l’adozione della risoluzione cubana, quarantasei oratori si sono pronunciati in favore della necessità di porre fine al blocco degli Stati Uniti contro Cuba. Particolarmente noti sono stati gli interventi dei rappresentanti di sei gruppi di coordinamento politico e organizzazioni regionali e subregionali, vale a dire: il Gruppo dei 77 più Cina, il gruppo africano, il movimento dei paesi non allineati, la comunità degli Stati dei Caraibi, l’Associazione delle nazioni del sud-est asiatico e l’Organizzazione della cooperazione islamica.
  • Il 10 febbraio 2020, la 33a Assemblea ordinaria dei Capi di Stato o di Governo dell’Unione africana (UA), tenutasi in Etiopia, ha approvato una risoluzione sull’impatto delle sanzioni e delle misure coercitive unilaterali. Il testo approvato dall’UA, nella sua sezione B, include le preoccupazioni per la continuità e l’illegalità del blocco economico, commerciale e finanziario imposto contro Cuba. Il documento riconosce inoltre il blocco come il principale ostacolo per Cuba nell’attuazione dell’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, ribadendo il sostegno alla relativa risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, appoggiata ogni anno dal voto favorevole degli Stati africani. I paesi membri dell’UA denunciano le nuove sanzioni adottate dagli Stati Uniti che estendono la componente extraterritoriale del blocco, in particolare dopo la piena attuazione del titolo III della legge Helms-Burton.
  • I capi di governo presenti alla 31a riunione ordinaria di CARICOM, tenutasi a Barbados il 18 e 19 febbraio 2020, hanno ribadito la loro preoccupazione per l’escalation dell’aggressività delle sanzioni annunciate dal governo degli Stati Uniti sotto il titolo III della legge Helms-Burton, volte a rafforzare il blocco economico, commerciale e finanziario imposto da quel paese contro Cuba. Allo stesso modo, hanno denunciato la messa in atto di leggi e misure extraterritoriali, contrarie al Diritto internazionale, e si sono manifestati riconoscenti dell’assistenza medica fornita da Cuba agli Stati membri di CARICOM nel corso degli anni. Hanno anche respinto le campagne volte a screditare la collaborazione medica fornita dai cubani.
  •  Il 13 marzo 2020, l’Ufficio Informazioni del Consiglio di Stato cinese ha pubblicato un documento in cui denunciava che il governo degli Stati Uniti violava i diritti umani bloccando Cuba e il Venezuela.

Dopo che l’11 marzo 2020 l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha dichiarato il COVID-19 come una pandemia globale, numerosi attori del sistema internazionale si sono pronunciati contro il blocco e le misure coercitive unilaterali, il che viene evidenziato dagli esempi correlati di seguito:

  • Il 19 marzo 2020, il ministero siriano degli affari esteri e degli espatriati ha rilasciato una dichiarazione in cui esprimeva solidarietà con Cuba di fronte al blocco e alle sanzioni imposte dagli Stati Uniti, che non fanno altro che ostacolare gli sforzi per fermare la pandemia di COVID-19.
  • Il 19 marzo 2020, il Parlamento Latinoamericano e Caraibico (Parlatino) ha emesso una dichiarazione in cui chiedeva l’immediata sospensione di “sanzioni, embarghi e blocchi commerciali, economici e finanziari come quelli subiti da paesi come Cuba e il Venezuela” nel contesto della lotta globale contro il COVID-19. Successivamente, nella sua Dichiarazione sulla sospensione del pagamento del debito estero e la sospensione dei blocchi economici, approvata il 25 marzo, il Parlamento ha ribadito questo invito e ha insistito sul fatto che la solidarietà internazionale e il diritto umanitario richiedono l’immediata sospensione di qualsiasi tipo di limitazione imposta a paesi e comunità e la trasformazione di tali limitazioni in azioni di sostegno reciproco. Questa richiesta è stata ribadita il 7 aprile 2020, in una dichiarazione rilasciata in occasione della Giornata mondiale della salute.
  • Il 23 marzo 2020, diverse associazioni di cubani residenti in Europa hanno pubblicato una lettera aperta indirizzata ai presidenti e ai primi ministri dei paesi dell’Unione Europea, chiedendo loro di intercedere con il governo degli Stati Uniti per porre fine al blocco imposto contro Cuba. Inoltre, hanno denunciato l’inasprimento di questa politica dall’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca e hanno sottolineato che, dati i bisogni causati dal COVID-19, mantenere il blocco contro l’Isola risultava un doppio genocidio.  
  • Il 24 marzo 2020, l’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani (UNHCHR), Michelle Bachelet, ha chiesto di sospendere o alleggerire in maniera urgente le sanzioni contro paesi come l’Iran, Cuba, la Repubblica democratica popolare di Corea e lo Zimbabwe. Successivamente, nell’ambito di una riunione informativa virtuale del Consiglio dei diritti umani, tenutasi il 9 aprile, l’UNHCHR ha insistito sulla necessità di revocare o “adeguare” urgentemente le sanzioni che hanno un impatto negativo sulla salute e sui diritti umani delle persone vulnerabili.
  • Il 25 marzo 2020, il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha inviato una lettera ai paesi membri del G-20 sollecitando la rimozione delle sanzioni che limitano gli sforzi dei paesi per affrontare il COVID-19. Due giorni dopo, ha rilasciato una dichiarazione indirizzata agli Stati e ai principali organi del sistema delle Nazioni Unite sulla risposta al COVID-19, in cui ha ribadito l’importanza di revocare le sanzioni economiche che incidono sulla capacità dei paesi di rispondere alla pandemia.
  • Il 26 marzo 2020, il presidente argentino, Alberto Fernández, ha pronunciato un discorso durante una riunione straordinaria del G-20, in cui ha chiamato i leader riuniti a non essere passivi di fronte a sanzioni che suppongono blocchi economici che non fanno altro che soffocare i popoli, nel bel mezzo della crisi umanitaria scatenata dal COVID-19.
  • Il 28 marzo 2020, l’organizzazione britannica di solidarietà Cuba Solidarity Campaign ha pubblicato sul proprio sito web (cuba-solidarity.org.uk) una lettera aperta in cui si chiedeva la fine del blocco statunitense contro Cuba, quale modo di restituire il sostegno dell’isola caraibica alla lotta globale contro il COVID-19. Fino al 7 aprile 2020 erano state registrate circa 12.667 firme a sostegno di questa domanda, comprese quelle di ventiquattro membri del Parlamento britannico.
  • Il 29 marzo 2020, il Gruppo di Puebla, un’allenza composta da vari leader internazionali progressisti, ha invitato i paesi del mondo a chiedere al governo degli Stati Uniti di porre fine ai blocchi unilateralmente imposti contro Cuba e il Venezuela.
  • I copresidenti dell’Assemblea parlamentare euro-latinoamericana (EuroLat) hanno pubblicato, il 30 marzo 2020, una dichiarazione sul COVID-19, in cui hanno invitato la comunità internazionale a sospendere temporaneamente tutte le misure restrittive o punitive, come blocchi economici, commerciali o diplomatici, con l’obiettivo di concentrare gli sforzi nella lotta contro la pandemia.
  • Il 31 marzo 2020, l’allora relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto all’alimentazione, Hilal Ever, ha affermato in una dichiarazione che “la continua imposizione di paralizzanti sanzioni economiche contro la Siria, il Venezuela, l’Iran, Cuba e, in minore misura, lo Zimbabwe, per non nominarne che i casi più importanti, mina seriamente il diritto fondamentale dei comuni cittadini a un’alimentazione adeguata e sufficiente”. Ha aggiunto anche che la revoca immediata di questo tipo di sanzioni unilaterali costituisce una questione di urgenza umanitaria.
  • Il 2 aprile 2020, il segretario nazionale del Partito comunista francese (PCF), Fabien Roussel, ha fatto una dichiarazione chiedendo che il governo degli Stati Uniti revocasse immediatamente il suo blocco contro Cuba, nel momento in cui la comunità internazionale affrontava il flagello del COVID-19.
  • Il 3 aprile 2020, la relatrice speciale del Consiglio per i diritti umani sulle misure coercitive unilaterali, Alena Douhan, ha rilasciato una dichiarazione sull’impatto di tali misure nel contesto del COVID-19 tramite la quale chiedeva ai governi di revocare o sospendere tutte le sanzioni.
  • Il 3 aprile 2020, in una conferenza stampa virtuale, Arancha González, Ministro degli Affari Esteri, Unione Europea e della Cooperazione del Regno di Spagna, ha espresso il sostegno dell’Unione Europea all’applicazione dell’eccezione umanitaria ai fini di sospendere le sanzioni economiche imposte a paesi come Cuba, l’Iran e il Venezuela, in modo che possano accedere alle forniture mediche necessarie per far fronte al coronavirus.
  • Il 3 aprile 2020, il Gruppo di amicizia e solidarietà con il popolo di Cuba nel Parlamento europeo ha inoltrato un messaggio di ringraziamento al governo cubano per aver inviato brigate mediche in Europa per aiutare a contenere il COVID-19. Inoltre, è stata riconosciuta la tradizione di solidarietà dei professionisti della salute cubani ed è stata richiesta la fine del blocco contro la più grande isola delle Antille, in modo che possa affrontare le straordinarie contingenze generate dalla lotta contro il coronavirus.
  • Il 3 aprile 2020, l’organizzazione non governativa Oxfam ha pubblicato un comunicato stampa intitolato “Il blocco degli Stati Uniti contro Cuba aggrava sull’Isola la crisi causata dal COVID-19”.
  • Il 5 aprile 2020, in una dichiarazione rilasciata dal Segretario Generale del Congresso Nazionale Africano (ANC), Ace Magashule, si chiede all’amministrazione Trump di “porre fine immediatamente a tutte le sanzioni contro Cuba, Iran, Venezuela, Nicaragua e Palestina, per consentire ai governi di queste nazioni di avere il supporto e le risorse necessarie per proteggere il loro popolo”. Allo stesso modo, il Congresso Nazionale Africano ha ringraziato Cuba per “l’incredibile esempio di umanità e solidarietà internazionale” fornito dalle tante brigate mediche in vari paesi per aiutare a combattere il COVID-19.
  • Il 6 aprile 2020, circa sessanta gruppi e associazioni sociali in Spagna hanno inviato una dichiarazione all'UNHCHR chiedendo la sospensione di sanzioni e blocchi contro Venezuela, Cuba, Iran e Palestina in modo che questi paesi possano affrontare l’emergenza sanitaria causata dalla pandemia di COVID-19.  
  • Dal 6 aprile 2020, il Forum di San Paolo, gruppo di partiti e movimenti progressisti in America Latina e nei Caraibi, ha indetto una mobilitazione di due settimane contro i blocchi e le sanzioni economiche imposte dal governo degli Stati Uniti contro Cuba, il Venezuela e il Nicaragua, con lo scopo di porne fine di fronte alla pandemia di COVID-19. L’obiettivo principale della conferenza era quello di raccogliere quante più firme possibili a sostegno del documento online “Petizione contro il blocco illegale dei paesi e per la solidarietà tra i popoli”, pubblicato sulla piattaforma www.change.org, e quello di diffondere informazioni sulle conseguenze umanitarie ed economiche delle sanzioni statunitensi contro questi paesi.
  • Il 6 aprile 2020, l’Alto rappresentante dell’Unione europea (UE) per la politica estera, Josep Borrell, ha rilasciato dichiarazioni in cui sottolineava che qualsiasi sanzione internazionale che pesi su paesi come Cuba o il Venezuela non può nuocere all’invio di aiuti umanitari, specialmente durante la pandemia di coronavirus.
  • L’11 aprile 2020, il partito spagnolo Izquierda Unida (IU - Sinistra Unita), che fa parte del governo di coalizione, ha pubblicato una dichiarazione di adesione alla campagna internazionale ‘‘Bloqueo no, solidaridad sí’’ (No al blocco, sì alla solidarietà), promossa a sostegno di Cuba contro le azioni ostili degli Stati Uniti nel contesto della pandemia di COVID-19.
  • Il 12 aprile 2020, durante la messa di Pasqua, Papa Francesco ha chiesto al mondo di “rilassare” le sanzioni imposte ai paesi colpiti dal coronavirus, che impedivano loro di offrire un aiuto adeguato ai loro cittadini.
  • Il 30 aprile 2020, un gruppo di detentori di mandati per i diritti umani[3] del sistema delle Nazioni Unite si è pronunciato contro il blocco imposto dagli Stati Uniti contro Cuba e ne ha chiesto la fine, poiché questa politica ostacola le risposte umanitarie che cercano di aiutare il sistema sanitario dell’Isola nella lotta contro la pandemia di COVID-19, in particolare i finanziamenti per l’acquisto di medicinali, attrezzature mediche, cibo e altri beni essenziali. Gli esperti hanno anche osservato che il governo degli Stati Uniti ha tralasciato ripetute richieste di revoca delle sanzioni che danneggiano la capacità di Cuba e di altri paesi di rispondere in modo efficace alla pandemia e salvare vite umane. Hanno anche espresso la loro particolare preoccupazione per i rischi al diritto alla vita, alla salute e ad altri diritti fondamentali dei settori più vulnerabili della popolazione cubana, comprese le persone diversamente abili e gli anziani, più a rischio di contrarre il virus.

Durante il periodo coperto dalla presente relazione si sono moltiplicati gli appelli a porre fine a questa ingiusta politica. Sono state registrate 256 azioni delle organizzazioni di solidarietà con Cuba in 87 paesi. Sono state rilasciate dichiarazioni e denunce da parte di parlamenti, opinion leader, ministri, tra le altre personalità che chiedevano di porre fine ai divieti che ostacolano l’accesso di Cuba a risorse vitali per combattere la pandemia di COVID-19, almeno durante l’emergenza sanitaria.

Conclusioni

La questione affrontata in questa relazione è di vitale importanza per il popolo cubano, in quanto è direttamente correlata al diritto alla vita, all’esistenza stessa di una nazione. Il blocco viola gli scopi e i principi sanciti nella Carta delle Nazioni Unite, ostacola il normale sviluppo delle relazioni internazionali e danneggia gravemente gli interessi legittimi di molti Stati, istituzioni e persone in tutto il mondo.

Tra aprile 2019 e marzo 2020, il governo degli Stati Uniti ha rafforzato il blocco contro Cuba in un’escalation di aggressività senza precedenti. In particolare, la dimensione extraterritoriale di questa politica è stata brutalmente intensificata con la piena applicazione della legge Helms-Burton da maggio 2019. Questa legislazione costituisce un affronto ai principi del Diritto internazionale e delle normative commerciali internazionali, giacché prevede azioni di pressione economica dannosa per la sovranità di Cuba e di paesi terzi. Altre misure che nuocciono all’economia e al popolo cubano applicate in questo periodo sono: l’incremento della persecuzione delle transazioni finanziarie e commerciali cubane, l’assedio per privare il paese delle forniture di carburante, il divieto di voli dagli Stati Uniti a tutte le province cubane all’infuori di L’Avana e la campagna di discredito contro i programmi di cooperazione medica cubana.

Il governo degli Stati Uniti si è accanito selvaggiamente sulla cooperazione internazionale che Cuba fornisce in maniera solidale nel campo della salute e che, in tempi di emergenza sanitaria, risulta ancora più necessaria che mai. Tramite una campagna diffamatoria, politici e funzionari statunitensi attaccano direttamente un programma basato sulle più autentiche concezioni delle Nazioni Unite sulla cooperazione sud-sud, riconosciuta dalla comunità internazionale e lodata dai più alti funzionari delle Nazioni Unite e diverse delle sue agenzie.  

Nel periodo analizzato, il blocco ha causato perdite a Cuba nell’ordine di dollari 5.570.300.000. Ciò rappresenta un aumento di circa 1.226.000.000 dollari rispetto al periodo precedente. Per la prima volta, l'ammontare totale dei danni causati da questa politica supera la barriera dei cinque miliardi di dollari, dimostrando fino a che punto il blocco si sia intensificato in questa fase. I danni calcolati non includono le azioni del governo degli Stati Uniti nel contesto della pandemia di COVID-19 poiché il periodo in esame si ferma a marzo 2020. Queste informazioni saranno incluse nella relazione che sarà presentata il prossimo anno.

A prezzi correnti, i danni accumulati durante quasi sei decenni di applicazione di questa politica ammontano a dollari 144.413.400.000. Dato il deprezzamento del dollaro rispetto al valore dell’oro nel mercato internazionale, il blocco ha cagionato danni misurabili di oltre dollari 1.098.008.000.000.

Come è stato dimostrato in precedenza, il blocco costituisce il principale ostacolo allo sviluppo economico e sociale di Cuba e al benessere delle donne e degli uomini cubani, nonché all’attuazione del PNDES e dell’Agenda 2030 e dei suoi OSS.

Gli Stati Uniti hanno ignorato, con arroganza e disprezzo, le ventotto risoluzioni adottate dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite che condannano il blocco, nonché le molte voci che, dentro e fuori gli USA, perorano per la fine di questa politica.

In questo contesto particolarmente complesso, Cuba e il suo popolo sperano di continuare a contare sul sostegno della comunità internazionale nella loro legittima richiesta di porre fine, unilateralmente e incondizionatamente, a questa politica ingiusta.

 

[1] Queste società sono: Eli Lilly and Company; Varian Medical Systems; Radiology Oncology Systems Inc (ROS); General Electric International Inc (GE); Mercury Medical; Masimo; e Bayer.

[2]  Autorizzazioni scambiate con banche corrispondenti, che consentono di filtrare e limitare la messaggistica ricevuta e il tipo di messaggio inviato (note con il proprio acronimo in inglese come RMA).

[3] Il comunicato è stato sottoscritto dai seguenti esperti: Alena Douhan, Relatrice speciale sull’impatto negativo delle sanzioni coercitive unilaterali sul godimento dei diritti umani; Saad Alfarargi, Relatore speciale sul diritto allo sviluppo; Catalina Devandas Aguilar, Relatrice speciale sui diritti delle persone con disabilità; Agnès Callamard, Relatrice speciale sulle esecuzioni extragiudiziali, sommarie o arbitrarie; Livingstone Sewanyana, esperto indipendente sulla promozione di un ordinamento internazionale democratico ed equo; Obiora Okafor, esperto indipendente sui diritti umani e la solidarietà internazionale; Nils Melzer, Relatrice speciale sulla tortura e altre pene o trattamenti crudeli, inumani o degradanti.

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